MotoGP, vincere il costruttori non interessa a nessuno?

MotoGP (©Getty Images)

Questa è la MotoGP, terra di piloti, guai a parlare di moto. Sminuire un driver in favore del suo mezzo equivale quasi ad una bestemmia. Questa non è la Formula 1, dove se ti chiami Pinco Pallino, ma guidi una Ferrari se automaticamente una leggenda. Qui conta solo l’essere umano e le proprie sensazioni. Naturalmente anche qui l’aria sta cambiando e troppo spesso si parla di piloti bravi, penalizzati magari da un’elettronica non a livello degli altri.

Ai media però importa solo la sacralità del pilota, poco male se questi supereroi in tuta ingobbita hanno un paio di ruote affidabili e veloci sotto i piedi grazie ad un costruttore. L’unica che riesce a catalizzare un po’ di più l’attenzione è Ducati, sarà per quel rosso che ricorda la cugina Ferrari, sarà che negli ultimi anni tra alette e carene nuove si è resa abbastanza appariscente.

Giapponesi padroni della MotoGP

In ogni caso quasi a nessuno importa del mondiale costruttori MotoGP, quindi tutti a parlare di Marquez, Dovizioso e Vinales e nessuno a raccontare di Honda, Ducati e Yamaha. La classifica per ora parla di una situazione davvero equilibrata, con Honda a 274 punti, Yamaha a 257 e Ducati a 248.

Dire che a nessuno interessa il mondiale costruttori in realtà è piuttosto inesatto. In MotoGP, infatti, il titolo interessa eccome, a chi? Ma ai costruttori naturalmente. Più in alto si arriva nella classifica generale maggiori soldi arrivano a fine anno, per non parlare della visibilità acquisita. Questi marchi, infatti, producono tutti moto stradali, quindi fregiarsi del titolo di campioni del mondo costruttori è solo un modo come un altro per farsi grande pubblicità.

La situazione attualmente nel mondiale costruttori MotoGP appare alquanto congelata. Sia Yamaha, che Honda, che Ducati potrebbero vincere il titolo. Sono davvero vicinissimi e a fare la differenza potrebbero essere in questo caso le prestazioni più che dei top driver, delle seconde linee. In caso di vittoria Ducati si spezzerebbe un’egemonia giapponese che dura ormai da 10 anni, proprio da quel 2007 magico con Stoner, che vide Borgo Panigale sul tetto del mondo.

Antonio Russo