Maurizio Arrivabene: “Stringiamo i denti, avanti fino alla fine”

Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

Per il terzo Gran Premio consecutivo la Ferrari è fuori dal podio. Ancora una volta un problema meccanico ha messo ko la monoposto di Sebastian Vettel, costretto a ritirarsi dopo cinque giri del Gran Premio di Suzuka. Il responsabile dell’ufficio stampa Alberto Antonini ha spiegato i motivi della debacle: “Il problema è stato causato dalla rottura di una candela di accensione: per questo il motore non aveva potenza sin dall’inizio. Sono cose da Ferrari? No, da corse; nel 2009 Vettel ha avuto lo stesso problema in Bahrain, ed era con un altro team”.

59 punti di gap da Lewis Hamilton, quando mancano quattro gare alla fine, è impensabile da colmare. Sarà l’aritmetica a condannare la stagione della Ferrari, forse già ad Austin. “Giornate non storte dobbiamo ancora vederle”, ha detto Maurizio Arrivabene ai microfoni di Sky Sport. “Il problema è stato identificato. Si tratta di un componente, una candela che si è rotta insieme alla bobina”.

Quando Sebastian Vettel è tornato ai box i due si sono abbracciati. “Voleva dire ‘è andata così e non molliamo’. La macchina è buona nonostante i componenti che ci hanno lasciato a piedi. Quindi andremo avanti fino alla fine – ha aggiunto Maurizio Arrivabene -, la squadra è giovane, è motivata, bisogna stringere i denti e andare avanti. Con quell’abbraccio ci siamo detti questo”.

Difficile coltivare speranze iridate dopo un week-end finito male. “I punti sono molti, però bisogna essere umili e riconoscere che dove a noi sono mancate delle cose a loro no. Le ultime due gare ci hanno fortemente penalizzato per dei componenti che non hanno a nulla a che fare con la bontà del nostro progetto”, ha sottolineato il team principal Ferrari. “Si riparte girando pagina, motivati, facendo analisi su quanto è successo e tornando ad Austin decisi a giocarcela”.

Luigi Ciamburro