Corrado Cecchinelli e il mass damper in MotoGP

Ducati (©Getty Images)

A gennaio nel test pre-campionato MotoGP di Sepang sulla Ducati è apparsa una scatola nera di carbonio sul posteriore. Una novità che ha sorpreso molti. Un ‘mistery box’, soprannominato anche ‘salad box’, sul quale in molti si sono interrogati.

Quale diavoleria avrà inventato Gigi Dall’Igna stavolta? In tanti se lo sono domandati. A livello ufficiale è emerso che con questa modifica parte dell’elettronica, circa 2 chili e 300 grammi, è stata spostata al posteriore. Ne consegue che la zavorra precedentemente fissata in quel punto può essere spostata in un altro posto della moto o abolita se non ve ne è più bisogno per raggiungere il peso minimo. Gli effetti sarebbero dunque sulla distribuzione dei pesi principalmente.

MotoGP, Corrado Cecchinelli interpellato sul mass dumper

Più di qualcuno aveva ipotizzato che quello scatolotto nero sul codone della Ducati nascondesse in realtà il mass damper. Si tratta di un dispositivo, noto in F1, è un dispositivo per assorbire ed evitare le conseguenze delle vibrazioni. Esso garantisce maggiore stabilità al mezzo, che può sfruttare tutto il flusso aerodinamico.

Corrado Cecchinelli, Director of Technology in MotoGP, è stato interpellato da Crash.net per discutere dell’argomento. Sul funzionamento del mass damper ha spiegato: “E’ un dispositivo che introduce uno slancio o un’inerzia, una reazione a un movimento. E’ qualcosa che si oppone a uno spostamento, reagisce alla velocità di un movimento ammortizzandolo. Hai così un sistema di sospensioni che controlla il movimento, l’accelerazione”.

Cecchinelli prosegue la propria analisi sul mass dumper andando nel dettaglio maggiormente: “I mass dumper inerziali sono i più intelligenti, perché introducono l’inerzia senza aggiungere molto peso. Hai molta inerzia con minima quantità di peso. Aggiunge un maggiore controllo sul movimento della sospensione, basato sull’accelerazione. E’ cruciale nell’ammortizzare certi movimenti. In F1 è stato bandito, perché contro le regole sull’aerodinamica, dato che aiutava l’auto a stare più aderente al suolo e aiutava l’aerodinamica stessa delle vetture”.

Viene chiesto se in MotoGP sarebbe vietato un simile dispositivo: “In MotoGP non lo consideriamo. Per me in F1 la decisione di abolirlo è già al limite e sicuramente non sarebbe applicata in MotoGP. La posizione della carrozzeria a terra non è fondamentale nell’aerodinamica delle MotoGP. Se qualcuno volesse usare il mass damper, ciò sarebbe consentito. Ma avrebbe un effetto limitato e si finirebbe per pagare negativamente in termini di peso. Servirebbe un grosso compromesso per introdurlo. Non credo che Ducati ce l’abbia, ma magari sono più intelligenti di me e hanno trovato un modo per farcela”.

In seguito Cecchinelli conferma la possibilità di introdurre un mass damper idraulico: “Sì. È possibile collegarlo idraulicamente alla sospensione. Ma è ancora complicato. L’obiettivo sarebbe quello di migliorare la prestazione del pneumatico. Bisogna controllare la forza scaricata sull’asfalto, perché essa è costantemente oscillante a causa dei movimenti”.

Per quanto riguarda il salad box Ducati, era emersa anche la possibilità che contenesse un giroscopio. In merito a ciò, questo è stato il commento del Director of Technology: “Nessuna idea. Se per “giroscopio” si intende un sensore di angolo di inclinazione che può essere solo una parte di un’unità di misura inerziale più complicata e, possibilmente, migliore, IMU( inertial measurement unit)”.