Lewis Hamilton ‘inginòcchiati’ davanti a Donald Trump

Lewis Hamilton (©Getty Images)

“Take a knee” (in italiano “inginocchiati”) è una forma di protesta nata un anno fa negli Stati Uniti d’America contro il razzismo. Un ragazzo di colore disarmato fu ucciso dalla polizia, ma non si tratta dell’unico caso di grilletto facile contro gli afroamericani. Alcuni giocatori hanno allora iniziato ad ascoltare l’inno americano inginocchiati in occasione delle partite, di qui il nome della protesta che è dilagata quando alcuni giorni fa Donald Trump ha invitato le leghe sportive a licenziare gli sportivi “take a knee” con tanto di esplicito insulto (figli di put…).

Dopo la tappa del Giappone del prossimo week-end, la Formula 1 approderà ad Austin il 22 ottobre. E non ci sarebbe da meravigliarsi se ad aderire alla protesta ci sia un personaggio carismatico (oltre che di colore) come Lewis Hamilton che ha preannunciato già questa idea. In un’intervista a ‘The Times’ il leader del Mondiale ha dichiarato: “Non ho ancora pensato a quella corsa, ma naturalmente dovrò cominciare a pensarci, che cosa sarebbe giusto per me e se farmi coinvolgere. Non è il mio inno nazionale, ma la questione che è negli Stati … beh, non è solo negli Stati Uniti, è una cosa globale. È più focalizzata forse in America. Penso che tutti abbiamo bisogno di stare insieme”.

Lewis Hamilton si sente vicino a tutte le star dello sport che hanno intrapreso questa protesta pacifica. Ma avrà il coraggio di aderire in prima persona? “È importante che tutti si alzino per quello che credono. Non ho intenzione di essere più politico, ma credo che dovremmo allinearci per quello in cui crediamo. E’ diritto di tutti avere libertà di parola e credo che tutti possiamo svolgere un ruolo nel tentativo di fare una differenza nel mondo. Soprattutto se il tuo leader non ti sta aiutando”.

Un chiaro messaggio al presidente Trump e a certe sue prese di posizione ritenute razziste. Ma dal box Mercedes arriva una prima schiacciata sul pedale del freno. Toto Wolff gli ha suggerito di non farsi coinvolgere in certe questioni delicate… “Questa è una storia molto controversa e polarizzante. Non vorrei essere coinvolto nella politica. Tutti abbiamo il nostro parere”, ha spiegato il boss del team iridato. “I sentimenti di Lewis sui diritti umani sono molto forti e credo che Instagram come canale di comunicazione è qualcosa da ripensare, ma posso capire i suoi sentimenti”. Riuscirà il campione a rompere gli schemi e ad allinearsi alla causa?

Luigi Ciamburro