Vettel contro Alonso: “Sappiamo che non ama Ferrari”

Sebastian Vettel a Sepang (©Getty Images)

Sebastian Vettel lascia Sepang con la consapevolezza di avere la monoposto più veloce. Una storica rimonta dall’ultima fila gli ha concesso di tagliare il traguardo del GP della Malesia in quarta piazza. Una gara conclusasi con una collisione con Stroll nel giro di rientro ma che non ha ricevuto sanzioni. La SF70H ne esce danneggiata nella parte posteriore sinistra e il divario da Lewis Hamilton in classifica è di 34 punti quando mancano cinque gare.

Per ambire al titolo mondiale servirebbe vincerle tutte e cinque, senza badare ai piazzamenti del leader della Mercedes. Un’impresa non facile se non interverrà la ruota della fortuna a dargli manforte. “Sono contento del risultato, ma sarebbe stato bello salire sul podio. Avevo buone sensazioni anche quando cercavo di spingere per trovare qualcosa di più. Per il podio ho avuto una mezzo opportunità su Ricciardo in rettilineo ma ero troppo lontano”.

Restano le buone sensazioni in pista, ma tutto si fa in salita dopo la sfortuna del motore nelle qualifiche che lo ha relegato all’ultimo posto in griglia. A ciò si aggiunga quanto accaduto a Kimi Raikkonen prima della partenza. Un week-end da “luna nera” per la Scuderia Ferrari che, dopo i fatti di Singapore, vede allontanarsi la testa della classifica (meritata). “Credo che la nostra macchina fosse la più veloce ed è un peccato che Kimi non abbia potuto correre oggi – ha aggiunto Sebastian Vettel -. Non è stato un grande weekend se si guarda al risultato, ma la velocità della SF70H è promettente”.

A rendere più difficile l’ascesa al podio di Sepang anche un contrattempo dovuto alla McLaren di Fernando Alonso, reo di non averlo fatto passare nonostante la bandiera blu. “Alonso? Dovete chiedere lui, che vede le bandiere blu e decide di fare quello che fa. Ma sappiamo che non ama la Ferrari e penso che ha deciso di aiutare un po’ Daniel (Ricciardo, ndr). All’interno della vettura fa arrabbiare, uno ha perso uno e l’altro no, quindi cosa puoi fare?”.

Luigi Ciamburro