Kimi Raikkonen: “Il ritiro? Una delusione per me e il team”

Kimi Raikkonen (©Getty Images)

Il casco se l’è tolto prima di cominciare Kimi Raikkonen che, alla luce dei guai occorsi a Vettel nelle qualifiche, partiva come  pilota di riferimento della Ferrari nel GP della Malesia. Perseguitato dalla  solita dose di sfortuna che ha contraddistinto la sua carriera Iceman ha visto sgretolarsi ogni chance di sfruttare la seconda piazza conquistata sabato pomeriggio mentre ancora si doveva schierare in griglia.

Purtroppo per lui a nulla sono valsi i tentativi dei tecnici della Rossa di riparare il guasto velocemente, la tagliola del tempo massimo lo ha costretto a scattare dal box per poi ritirarsi immediatamente.

“Non so bene cosa sia successo. Il team forse ha qualche notizia in più, ad ogni modo il risultato non cambia”. Ha dichiarato uno sconsolato pilota di Espoo. “All’inizio sembrava tutto ok, ma poi quando sono rientrato  in pit lane dopo il giro d’installazione ho avvertito che qualcosa non andava  a livello di batteria. A quel punto c’è stato poco da fare. Ci abbiamo provato, ma non avevamo abbastanza minuti a disposizione e inoltre ci mancava potenza, dunque abbiamo preferito fermarci”.

“Di rado abbiamo avuto noie a livello di affidabilità, ma in questo caso ne abbiamo accusate due in due giorni. E’ stato frustrante non aver potuto terminare la corsa,  sia per me, ma anche per tutta la squadra e soprattutto non aver potuto massimizzare, però questo è stato e va accettato”. Ha proseguito nell’analisi. “Diciamo che lo stato di forma dimostrato ci dà morale per il prosieguo della stagione. Abbiamo avuto un paio di corse complesse, comunque già dalla prossima settimana potremo riscattarci. La macchina è ottima anche se è dura fare previsioni. Ogni round è a sé stante, ma quanto successo qui non influenzerà il nostro approccio”.

Quindi alla domanda su cosa avrebbe potuto essere senza guai ha affermato con il solito pragmatismo: “La mia SF70-H era competitiva, tuttavia sarebbe senza senso provare ad indovinare come sarebbe potuta finire. In fin dei conti l’esito non cambia”.

Infine interrogato sulle possibili penalità a Suzuka ha concluso: “Non credo, visto che la problematica odierna non era legata al propulsore”.

Chiara Rainis