Rossi come Doohan, la pompa-pollice lo ha salvato

Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi domenica, durante il Gran Premio di Aragon ha costruito l’ennesima impresa della sua lunga carriera. Dopo una 20ina di giorni circa dalla caduta che gli è costata la frattura di tibia e perone, infatti, il Dottore è tornato in moto e dopo il 3° posto conquistato nelle qualifiche del sabato, in gara è riuscito a tagliare il traguardo al 5° posto.

L’impresa di Valentino Rossi è stata naturalmente lodata da tutto il mondo motoristico, ma dietro questo exploit in realtà si annida una soluzione tecnica davvero particolare. Lì dove il fisico e la forza di volontà non potevano arrivare, infatti, è entrata in gioco la moto e in particolare il suo impianto frenante messo a disposizione dalla Brembo.

Una soluzione vecchia 25 anni

Vista la gamba non al 100%, infatti, la Brembo gli ha messo a disposizione la particolare pompa-pollice. La soluzione tecnica serve ad azionare il freno posteriore grazie ad una piccola leva sotto la manopola sinistra azionata con il pollice così da non mettere troppo sotto sforzo la gamba infortunata.

Valentino Rossi aveva già provato una soluzione simile durante i test di Brno. In quell’occasione però la pompa-pollice e il pedale erano collegati sulla stessa pompa, non permettendone quindi l’utilizzo contemporaneo. Ad Aragon, invece, si è optato per una soluzione con due circuiti separati.

La soluzione tecnica adottata da Valentino Rossi in realtà non è nulla di nuovo. Fu, infatti, richiesta da Mick Doohan nel 1992, dopo che ad Assen, durante le prove, fu vittima di un brutto incidente. Purtroppo l’australiano in quell’occasione rischiò l’amputazione della gamba e alla fine non recuperò mai dall’infortunio, ma in quell’occasione Brembo ideò la soluzione adatta per non mettere eccessivamente sotto sforzo l’arto incriminato.

Doohan prese confidenza con questa novità e alla fine conquistò ben 5 mondiali consecutivi. La pompa-pollice è utilizzata attualmente, non in maniera continuativa, anche da Vinales, Dovizioso, Lorenzo e Petrucci.

Antonio Russo