Max Biaggi: “Ogni giorno è un regalo, pensavo di non farcela”

Max Biaggi (©Getty Images)

Max Biaggi ha vinto la sua “gara” più difficile, quella per la vita. L’incidente del 9 giugno in supermotard sulla pista del ‘Sagittario’ a Latina lo aveva messo a grave rischio. Ben undici costole fratturate e una situazione decisamente critica.

Le speranze di farcela c’erano, però non erano tantissime. Su 100 casi uguali a quelle del due volte campione del mondo Superbike, solo in 20 solitamente ce la fanno. Le statistiche non erano dalla parte del 46enne romano, che comunque aveva ragione di non mollare e crederci. E per fortuna le cose sono andate bene. E’ stata una grande vittoria per lui, per i suoi cari e per tutti i suoi tifosi. In generale tutti hanno gioito quando Biaggi è stato dichiarato fuori pericolo e successivamente ha potuto lasciare l’ospedale. E’ tornato a una vita normale e ne siamo felici.

Max Biaggi e le sue confessioni

Max Biaggi è stato intervistato dalla trasmissione ‘Verissimo’ su Canale5. Tante cose da chiedergli ovviamente. si parte dall’immagine più bella della carriera. “Il primo mondiale, quello del 1994. Era la prima volta, non me l’aspettavo ed era l’anno in cui ero tornato in Aprilia. Ero al terzo anno nel mondiale e vincere per la prima volta con una moto italiana, dove Aprilia non aveva mai trionfato, è stato bello. Ho tanti ricordi”.

All’ex pilota viene ovviamente domandato dell’incidente del 9 giugno: “E’ stata una battuta d’arresto grande. Tutti gli infortuni nella mia lunga carriera sono durati qualche settimana o qualche giorno. Questo è stato duro, improvviso. Doveva essere una cosa risolvibile velocemente, ma purtroppo sono stato operato due volte e nessuno mi dava segnali chiari sul mio percorso. C’era preoccupazione, mi sentivo smarrito e non mi era mai capitato”.

Biaggi racconta della sua esperienza in ospedale: “Periodo complicato, non sapevo come comportarmi, era tutto nuovo. Gli infortuni passati erano stati veloci e sapevo come sarebbe andata. Stavolta non c’era niente di certo. Ho avuto un po’ di paura, non mi sentivo forte come prima. Ho pensato anche di non farcela, perché il dottore mi disse che su 100 traumi come il mio in 80 non ce la fanno. C’è stato gelo. Non ero preparato a questo messaggio. Io sono sempre stato cosciente. Mi è passato davanti il libro fotografico della mia vita. Dei flash di pochi minuti”.

Max ha raccontato il rapporto con suo padre, che prima dei 18 anni non voleva farlo salire in moto e che dopo è diventato il suo primo tifoso. Belle parole quelle del ‘Corsaro’: “Questo spavento gli ha tolto qualche giorno di vita, era preoccupatissimo. Lui non è uno estroverso coi figli, fa fatica a farti una carezza e a darti un abbraccio. Invece in quel lettino d’ospedale mi salutava sempre con un bacio e poi mi prendeva la mano, accarezzandomi e non lasciandomi. Da quel gesto capii che mi stava dando tutto se stesso”.

Biaggi conclude così il suo intervento: “Adesso voglio stare molto di più con la mia famiglia e apprezzare le persone che mi hanno sempre voluto bene. Oggi fisicamente sto meglio, avevo perso almeno 5 chili e non avevo più forze. Oggi conduco una vita abbastanza normale. Niente macchina, perché buche, sobbalzi e curve mi danno un po’ fastidio. Posso comunque uscire, camminare e fare una vita normale. Mi affatico un po’ facilmente, ma rispetto a come ero messo prima ogni giorno è un regalo adesso. Tra dieci giorni mi vedo sereno, appagato, ma con ancora tante cose da fare”.