Meregalli: “Rossi aiuterà Vinales? Al massimo non lo ostacolerà”

Maio Meregalli
Maio Meregalli (©Getty Images)

Il Gran Premio di Aragon ha detto che Marc Marquez ora è in fuga nella classifica mondiale MotoGP. 16 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso e 28 su Maverick Vinales. Mancano quattro gare, dunque tutto è possibile, però chi insegue deve accelerare ora.

In casa Yamaha hanno sicuramente qualche preoccupazione in più. Nelle ultime sei gare non è arrivata nessuna vittoria. L’ultima del team Movistar l’ha firmata Valentino Rossi ad Assen. Invece Vinales ha conquistato a Le Mans il 21 maggio l’ultimo successo personale, il terzo in stagione dopo la doppietta Qatar-Argentina. Lo spagnolo deve tornare a vincere dei GP se vuole rilanciare le proprie ambizioni iridate.

MotoGP, Valentino Rossi aiuterà Vinales? Risponde Meregalli

Ci si domanda se la Yamaha chiederà a Rossi di aiutare il compagno. A questo quesito ha risposto Maio Meregalli, team manager Yamaha, che a La Gazzetta dello Sport ha detto «Non lo abbiamo mai fatto in passato e non lo abbiamo preso in considerazione ora. Al massimo diremo a Valentino di non ostacolare troppo Maverick se servisse».

A Meregalli è stato anche chiesto se Motegi rischia di essere l’ultima chance per Vinales per puntare concretamente al titolo, visto che poi mancheranno solo tre gare: «Una delle ultime, non penso l’ultima. In inverno Maverick è andato fortissimo nei test in Australia e Malesia, recuperare su Marquez non è facile, ma faremo di tutto per provarci. Se a Motegi l’aderenza dell’asfalto sarà come sempre in passato, saremo competitivi fino alla fine. Spero che tutti i km dei nostri collaudatori lì paghino. Anche per quello non avevamo designato Nakasuga come sostituto di Valentino ad Aragon, in questi giorni era a Motegi».

Vinales era andato molto bene nei test pre-stagionali a Phillip Island e Sepang, che sono le tappe post-Motegi. Però è difficile ora dire con certezza che lo spagnolo sarà davanti allora. Sono passati tanti mesi e la concorrenza è migliorata.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)