Dott. Pascarella: “Rossi faceva sei ore al giorno di fisioterapia”

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi ha sorpreso tutti con il rientro anticipato di Aragon, il terzo posto nelle Qualifiche e il quinto piazzamento finale in gara. Dopo poco più di 20 giorni dall’incidente, con annessa frattura a tibia e perone, è stato in grado di ottenere tutto questo. Non di più, visto che in Spagna le Honda ufficiali e Jorge Lorenzo si sono dimostrati più forti.

Ad ogni modo, per il 38enne pilota Yamaha era importante rientrare e trovare un buon feeling. Tornare prima lo mette anche nella condizione di prepararsi meglio per Motegi. In Giappone sarà in condizioni fisiche migliori e pertanto faticherà meno. Poi la competitività dipenderà anche della moto, che in questa stagione più volte è finita dietro a Honda e Ducati.

MotoGP, parla il dottore che ha operato Valentino Rossi

Raffaele Pascarella è colui che ha operato Valentino Rossi presso l’ospedale Riuniti di Ancona. Il quotidiano Marca è andato ad intervistarlo per commentare il ritorno del pilota pesarese ad Aragon: “E’ un grande campione. Ha dimostrato che con la giusta motivazione si può fare quasi tutto. Ha fatto quello che mi aspettavo. Il primo giorno dopo l’operazione già camminava. In più, le fratture non hanno avuto spostamenti e così è stato più facile. Ovviamente, non avrebbe potuto giocare una partita di calcio, ma tornare a correre di nuovo in moto è più facile”.

Il dottore non è sorpreso da quanto fatto dal rider Yamaha. Si attendeva che riuscisse a rientrare per Aragon e fare una buona prestazione. Ovviamente non era qualcosa di scontato, c’è voluto del grande lavoro: “Valentino faceva sei ore al giorno di fisioterapia. La chiave è stata la grande motivazione che ha mostrato”. Non era da tutti farcela, però più che un miracolo è il frutto della grande forza di volontà, del lavoro e degli stimoli.

Pascarella è stato interpellato pure da Il Resto del Carlino e sulle condizioni di Rossi ha detto: “Valentino è stato eroico, si è impegnato moltissimo per correre, ha affrontato la gara alla grande con la gamba ancora rotta. La gamba è stabilizzata, ma è ancora rotta con un chiodo fissato nella tibia. Ci vogliono mesi prima che le ossa si saldino, e prima di un anno e mezzo non interverremo per togliere il chiodo. Tra un paio di settimane lo rivedremo, ma non credo che lo sforzo fatto domenica possa peggiorare il decorso anzi, ci aspettiamo miglioramenti”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)