Morbidelli, riscatto vincente ad Aragon: doppietta italiana con Pasini

Franco Morbidelli Mattia Pasini
Franco Morbidelli e Mattia Pasini (©Getty Images)

Franco Morbidelli non è uno che si abbatte dopo un k.o. Già in seguito alla caduta di Jerez tornò subito a vincere a Le Mans. Ad Aragon ha fatto altrettanto, riscattando la scivolata avvenuta di Misano.

Si è trattata dell’ottava vittoria per il pilota 22enne del team Marc VDS. Un successo importante per rispedire Thomas Luthi lontano in classifica. Lo svizzero, suo futuro compagno in MotoGP, è arrivato quarto in Spagna ed è a -21 adesso. I giochi restano comunque aperti, dato che mancano quatto gare al termine del campionato mondiale Moto2.

Ad Aragon c’è stato uno dei tanti duelli italiani visti nel corso della stagione. Morbidelli, infatti, ha avuto la meglio sul sempre combattivo Mattia Pasini. Bellissima la lotta tra i due, con il romano che ha finito per trionfare. Per il 32enne riminese un’altra ottima prestazione che sicuramente gli fa venire qualche rammarico per un’annata che avrebbe potuto vederlo in lotta per le prime posizioni della classifica. Ma comunque c’è la consapevolezza che nella prossima stagione, magari, ci potrà essere quello step necessario per lottare per il titolo.

Il podio di Aragon è stato completato dal buon Miguel Oliveira su KTM, marca che con un anno di esperienza alle spalle in Moto2 potrà essere maggiormente protagonista nel 2018. Già il 2017 come stagione d’esordio è stata positiva finora. Non a caso il pilota portoghese è terzo nella classifica iridata. Il compagno Brad Binder, dominatore in Moto3 l’anno scorso, invece è decimo.

Il primo degli altri italiani è stato Simone Corsi, settimo. A punti anche i due rider dello Sky Racing Team VR46. Francesco ‘Pecco’ Bagnaia è giunto decimo al traguardo, mentre Stefano Manzi ha chiuso quindicesimo. Lorenzo Baldassarri tredicesimo, mentre il compagno Luca Marini si è ritirato. Andrea Locatelli diciannovesimo, fuori dalla zona punti. Ritirato pure Federico Fuligni.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)