Valentino Rossi: “Basta errori prima di Misano e Mugello”

Valentino Rossi (©Getty Images)

E’ arrivato il gran giorno di Valentino Rossi, alias “il giorno del miracolo”. A 22 giorni dall’infortunio in moto enduro il campione di Tavullia stupisce tutti, avversari compresi, per la sua voglia di rischiare e tornare in pista ad Aragon.  Nonostante i suoi 38 anni è l’ennesima dimostrazione di avere lo spirito innato di un ragazzino.

Sono bastati cinque minuti per convincere i dottori di Aragon a dargli via libera. Una visita fulminea alla presenza di Angel Charte (“Perfetto per correre”), Xavier Mir e Millan Giner, cui spetta l’ultima parola sull’idoneità di un pilota. Al fianco di Valentino Rossi c’erano Maio Meregalli, team manager Yamaha, e Carlo Casablanca, il suo preparatore atletico. E’ bastato mostrare l’ultima radiografia e il referto del professor Raffaele Pascarella, che lo aveva operato nella notte del 1° settembre.

Il Dottore ritorna indietro con la mente, a quell’incidente del 31 agosto che gli è costato il GP di Misano e l’addio al titolo mondiale. “Quel giro lo faccio 4-5 volte l’anno da quando ho 18 anni… Basta enduro? Già il cross era nella black list, ci siamo fatti tutti male, io, Morbidelli… magari dovrò stare più attento durante la stagione. Ma sono stato anche sfortunato, eravamo veramente arrivati… Vi giuro che dal prossimo anno alla vigilia di Mugello e Misano non faccio nulla“.

Sono in tanti a chiedersi perchè tanta fretta per il suo ritorno (e se si tratta di frattura composta o scomposta…). Non sarebbe stato più opportuno rientrare in quasi perfetta forma a Motegi? Cosa ci si può attendere in questo fine settimana dal veterano non ancora al top? “Se sono qui è perché voglio tornare in forma al più presto… voglio vedere come reagirà il fisico… ci saranno tre gare di fila e serve capire cosa fare per tornare il prima possibile al top”. Peccato per il sostituto designato Michael van der Mark, desideroso di poter esordire in MotoGP. “Credo – ha concluso Valentino Rossi – che Michael abbia capito che per lui sarà difficile guidare qui”.

Luigi Ciamburro