ESCLUSIVA, Enrico Zanarini: “Il titolo? Il cuore dice Vettel”

Enrico Zanarini (©Getty Images)

Enrico Zanarini è uno dei manager più importanti in Formula 1. Molto vicino agli ambienti Ferrari, nella sua carriera ha assistito in passato Eddie Irvine. In anni più recenti, invece, ha preso in mano la procura di Giancarlo Fisichella e Tonio Luizzi. Proprio con il pilota romano, negli anni, ha intrapreso un rapporto lavorativo molto profondo che lo ha portato alla creazione della Fisichella Motor Sport, una squadra che lancia nel mondo delle corse giovani talenti italiani.

Attualmente Enrico Zanarini è manager di due giovanissimi talenti della Ferrari Driver Academy: Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi. Noi di Tuttomotoriweb.com lo abbiamo intervistato per chiedere un suo parere su questa Formula 1 e per capire il futuro dei suoi giovani assistiti.

I tifosi fremono per rivedere un italiano in Formula 1. A che punto è la situazione con Giovinazzi? L’anno prossimo avrà finalmente un volante in F1?

Giovinazzi è già un pilota di Formula 1. Ha firmato un contratto da terzo pilota con la Ferrari e per vederlo permanentemente alla guida in questa categoria bisognerà aspettare le decisioni della scuderia.

Tra Giovinazzi e Leclerc c’è un po’ di antagonismo visti gli obiettivi simili?

In Formula 1 l’antagonismo esiste fra tutti i piloti, specie fra i compagni di squadra. Situazione del tutto normale quindi.

Sui giornali dell’epoca si parlò molto del mondiale ’99 perso da Irvine e del fatto che la Ferrari, visto il suo imminente passaggio alla Jaguar, non avesse fatto di tutto per aiutarlo. A quasi 18 anni di distanza puoi farci un po’ di luce sulla vicenda?

Si sono dette tante cose è vero, ma mi sono già ampiamente espresso sui fatti e non ho mai imputato alla Ferrari alcuna responsabilità.

Fisichella aveva già provato una Ferrari ad inizio carriera. Il suo approdo a Maranello poteva avvenire prima?

Fisichella è stato un grande pilota italiano di Formula 1, forse il migliore dell’epoca moderna. Assieme abbiamo presto tante decisioni sulla sua carriera. Siamo arrivati in Ferrari quando ne abbiamo avuto l’opportunità.

Sei da molti anni in Formula 1. C’è un pilota che ti è entrato particolarmente nel cuore?

Tutti quelli con cui ho lavorato in tutte le categorie del Motorsport, e sono tanti.

Facciamo un gioco. Sei il manager di Fernando Alonso, cosa gli consigli di fare per la prossima stagione?

Di ascoltare la sua squadra e fidarsi di quello che gli offrono. Ha già fatto un salto nel buio andando in McLaren, gliene sconsiglierei un altro.

Pensi che Liberty Media fosse quello che serviva a questa Formula 1? Cosa faranno a tuo avviso per migliorarla?

Decisamente. Conosco i loro programmi. Si sono ritrovati un foglio bianco davanti e hanno un enorme potenziale.

Vettel ha firmato per 3 anni, Raikkonen per 1 solo, come vedi il futuro della Rossa per quanto concerne i suoi due piloti?

Lo dice la domanda stessa: continuità.

La figura del manager in Formula 1 è meno presente rispetto al calcio, dove ogni giocatore ha un suo agente. Credi che questa situazione possa presto cambiare?

In Formula 1 ci sono solo 20 piloti, mentre parliamo di migliaia di giocatori di calcio in prima serie. Impossibile paragonare le due categorie sotto questo aspetto.

Vettel o Hamilton, chi vince il mondiale secondo te?

Lotta serratissima. Il cuore dice Vettel, la testa? Meglio non pensare troppo.

Antonio Russo