Kimi-Seb, strategie Ferrari dopo il tonfo di Singapore

(©Getty Images)

A sei gare dalla fine del Mondiale F1 2017 la matematica lascia spazio alla corsa per il titolo a cinque piloti. Ma in casa Ferrari è realistico pensare che, dopo i fatti di Singapore, Kimi Raikkonen debba dare precedenza a Sebastian Vettel. 28 i punti di differenza da Lewis Hamilton, 150 ancora quelli in gioco. Non sono più concessi errori nè la minima sbavatura.

Il finlandese è quinto, ma con un gap di 138 punti dalla vetta. Impensabile possa essere ancora in ballo per il titolo mondiale. In Malesia sarà opportuno fare gioco di squadra e sostenere con ogni forza (e sforzo) l’avanzata di Seb. Un accordo tacito che non potrebbe mai essere palesato ai media. Si potrebbe pensare che già a Monaco abbia dato via libera al compagno di squadra. Ma sull’altro piatto della bilancia c’è la super partenza di Marina Bay che sembra essere stata la scintilla della debacle.

“Noi piloti sappiamo esattamente cosa si aspetta da noi Ferrari – ha ammesso Raikkonen non molto tempo fa -. Anche se non voglio condividere queste regole con i media. Sebastian e io siamo chiari, sappiamo cosa si aspetta la squadra. Certamente, aiuterò Vettel quando si tratta di garantire un titolo mondiale. Proprio come mi aspetterei da lui. Ma innanzitutto dobbiamo assicurarci di essere in vantaggio, il resto verrà più tardi”.

Ora quel momento è arrivato. Non bastano quattro podi stagionali per poter ambire al ruolo di primo pilota. Una sola volta è arrivato prima del tedesco al traguardo, in Inghilterra, per un problema alle gomme. Ma sul fronte Mercedes è immaginabile attendersi la medesima silente strategia di box. Con la differenza che Valtteri Bottas, per sei volte davanti a Lewis Hamilton, può dare un maggior contributo al suo compagno di scuderia. Tra otto giorni in Malesia ne sapremo di più. Ma vietato parlare di ordini di scuderia in pubblico.

Luigi Ciamburro