Jonathan Rea sostituirà Andrea Iannone? “Nessun contatto con Suzuki”

Jonathan Rea (©Getty Images)

Jonathan Rea, classe 1987, si avvia verso il terzo mondiale SBK consecutivo in sella alla Kawasaki. Nella stagione 2018 tenterà di fare poker e allontana le voci di un suo possibile approdo in MotoGP. Nei giorni scorsi è stato ipotizzato un suo passaggio alla Suzuki al posto di Andrea Iannone già dal prossimo anno. Ma il pluricampione britannico smentisce e assicura che il suo cuore resterà legato sempre al WorldSB.

Dopo la doppia vittoria a Portimao, in Francia potrebbe bastare una vittoria per assicurarsi aritmeticamente il terzo titolo iridato. Da quel momento in poi avrebbe il tempo per programmare il futuro, ma l’intenzione è di dare l’assalto al quarto mondiale nel 2018. Ma non esclude a priori un’avventura in classe regina, sogno di ogni pilota delle due ruote.

“Non c’è stata comunicazione ufficiale tra me e Suzuki e sono molto felice qui”, ha detto Jonathan Rea a Crash.net. “Ho un contratto per il 2018 e così Andrea Iannone. Presumo che le speculazioni provengano dalle sottovalutazioni di Iannone, ma sinceramente non ho nulla da dire su questo. Sono molto felice qui e il mio cuore è in Superbike”.

Le sirene della MotoGP potrebbero abbracciarlo solo in caso di un’offerta valida, che gli permetta di essere competitivo e lottare con il gruppo di testa. “Il campionato mi piace molto, sono su un pacchetto vincente e per andare al Grand Prix dovrebbe essere su un pacchetto vincente. Dovrebbe essere un progetto emozionante per renderlo valido, perché so che potrei andare lì ed essere nel gruppo davanti se avessi il pacchetto giusto. Se non arriva l’occasione – ha sottolineato Rea – non ho rimpianti perché sono qui in un ottimo posto con Kawasaki”.

Le uniche comparse di Jonathan Rea in Top Class risalgono al 2012 quando sostituì l’infortunato Casey Stoner in sella alla Honda ufficiale. Nel GP di San Marino concluse ottavo, ad Aragon settimo. Niente male per un pilota della SBK senza esperienze pregresse in MotoGP. La stoffa del campione c’è, adesso manca la giusta offerta.