Verstappen: “Vettel non è venuto a scusarsi dopo l’incidente”

Max Verstappen (©Getty Images)

In un periodo di forti scossoni di mercato che hanno portato nel weekend di Singapore all’annuncio del passaggio di Carlos Sainz dalla Toro Rosso alla Renault, della fine del rapporto tra McLaren e Honda e dell’accordo del motorista nipponico con la scuderia di Faenza e dal 2019 con la sorella maggiore Red Bull, si è fatto largo un’altra notizia sempre riguardante il gruppo energetico.

A quanto pare dal 2018 la squadra con base a Milton Keynes si chiamerà anche Aston Martin, questo per un aumento delle quote di partecipazione del marchio prestige, che già sponsorizza l’equipe di F1. A dare credibilità alla voce, Andy Palmer, capo esecutivo del costruttore inglese e presente a Marina Bay per seguire il GP, che ha addirittura ipotizzato una trasformazione del loro ruolo. “Stiamo studiando la possibilità di creare propulsori dal 2021. Se si riuscirà ad avere un regolamento ragionevole, capace di abbassare i costi, allora entreremo in F1. Intanto contiamo di essere un po’ più coinvolti già dal prossimo anno”.

Da parte sua il boss del gruppo austriaco Christian Horner ha rafforzato la tesi negando una futura partnership con Porsche. “Siamo già legati ad un produttore che per ora non si occupa della PU. In effetti abbiamo un rapporto avviato con Aston Martin, che a breve avrà degli sviluppi”.

L’incidente Verstappen – Vettel

Sempre nel fine settimana asiatico la Red Bull è stata protagonista con Max Verstappen di un incidente al via del GP che ha tolto subito di scena le due Ferrari. Un episodio, analizzato dai commissari FIA, ed archiviato come semplice episodio di gara.

“Vettel non si è scusato per quanto accaduto, né ha ammesso la colpa. Ha detto solo “con il senno di poi avrei fatto le cose diversamente”, ma ora non si può più cambiare”.  Il parere del #33. a caldo. “Visto che Seb è in lotta per il campionato, prendersi simili rischi allo start è stato privo di senso, tra l’altro sapendo che Hamilton scattava dalla quinta piazza. Certo fossi stato nella posizione di Lewis, la storia sarebbe stata differente…”.

 

Chiara Rainis