Intervista esclusiva a Mario Isola della Pirelli

Mario Isola (©Getty Images)

Assieme alle novità tecniche ed estetiche della F1 del 2017 anche le gomme Pirelli hanno apportato dei cambiamenti. Allargate ad hoc con l’obiettivo di renderle più aggressive nell’immagine e nell’approccio le scarpe delle monoposto 2.0 sembrano aver messo d’accordo piloti e team. Per fare il punto della situazione quando ci siamo appena messi alle spalle il GP di Singapore abbiamo parlato, proprio a Marina Bay, con il responsabile motorsport Mario Isola.

Come’è andato finora, secondo il punto di vista degli pneumatici, il campionato delle trasformazioni?
Molto bene. Ad oggi abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati in termini di prestazioni, con i famosi 5”  in meno nei tempi sul giro dei test di Barcellona 2015 ampiamente superati, e di riduzione del surriscaldamento nonostante le monoposto attuali dispongano abbiano maggior carico aerodinamico. Sul degrado, invece, restano dei margini per averne di più e garantire così spettacolo. D’altronde, quest’anno ci era stato chiesto di diminuirlo, ma per il 2018 si andrà verso un compound più morbido ed aggressivo per tutti gli pneumatici.

La direzione della “morbidezza” l’avete presa voi o vi è stata domandata dalle squadre?
E’ stata una decisione collegiale, convenuta con le scuderie, la FIA e la Liberty Media. Insieme abbiamo redatto una Target Letter, un documento condiviso che spiega e dettaglia ciò che si vorrebbe dalle gomme. Come detto, su alcuni punti ci siamo, mentre sul consumo dobbiamo lavorarci ancora ed indirizzarci su strategie che vanno da 1 a 3 pit stop a seconda della mescola adottata.

Tra le news proposte da questo mondiale, c’è stato pure il rinnovamento dei vertici del Circus. Ecclestone non è più il principale interlocutore della categoria, bensì l’americana Liberty Media…
In effetti il loro approccio è molto differente. Bernie ha reso grande la F1, mentre la Liberty arriva da esperienze diverse ed è orientata verso il mondo digitale e dei social network con l’obiettivo di di avvicinare il pubblico allo sport e ai suoi protagonisti, spesso considerati come personaggi irraggiungibili. Hanno già organizzato alcuni eventi interessanti come quello a Trafalgar Square, prima di Silverstone, e al Castello Sforzesco, antipasto del nostro GP di casa. Hanno tantissime idee e noi siamo in costante contatto con loro perché ci teniamo ad essere parte attiva del processo.

Ormai in azione da qualche mese, la mescola ultrasoft sembra essere quella più apprezzata e utilizzata…
Quando i piloti hanno provato il nuovo pacchetto macchina/pneumatici hanno avvertito il salto come molto forte, in particolare in termini di grip e tenuta di strada. Fino ad allora, noi in qualità di fornitori,  eravamo stati conservativi, ma pian piano ci si è spinti vero la scelta del composto più soffice pure  in piste severe come Spa che abbiamo utilizzato a mo’ di test. Oggi, è vero, la “viola” è diventata il riferimento anche perché diminuisce l’effetto blistering. Dunque continueremo su questa strada ed è probabile che l’anno prossimo l’attuale soft diventerà la media e così a scalare.

Le coperture da bagnato paiono non essere in grado di fornire fiducia a sufficienza come si è visto a Monza, quando i piloti hanno preferito non girare durante le qualifiche
Purtroppo le intermedie sono state provate solo a Barcellona e in un altro paio di occasioni. Nel caso del round italiano si è assistito a poca attività in pista perché il regolamento se permette di avere un set extra di “blu”, ne impone soltanto tre di full wet. Di conseguenza il pilota tende a non sprecare, a meno che non siano previste qualifica o gara con pioggia. Per quanto concerne il tracciato brianzolo, di recente è stato rifatto il rettilineo principale e l’asfalto presenta bitume e oli che rendono complesso il drenaggio. Comunque sia malgrado l’acqua si è sempre andati oltre i 330 km/h. Non va dimenticato, poi, che la gomma oggi è più larga del 25% e ciò aumenta l’acquaplano. Migliorare questo aspetto significherebbe incrementare il numero delle scanalature con conseguente perdita della performance e del crossover verso l’intermedio. Insomma, qualcosa la si può fare, ma dovrà essere condivisa dato che gli pneumatici da bagnato estremo andrebbero a perdere efficacia su fondo in via di asciugamento. Va precisato infine che raramente il Circus ha corso in condizioni di maltempo. Da quando ci siamo noi è successo soltanto ad Austin 2015 con le qualifiche spostate alla domenica e a Monza due settimane fa.

Per quanto riguarda la lotta iridata, chi è invece il favorito?
Intanto è incoraggiante di per sé la sfida tra Mercedes e Ferrari. In fin dei conti la F1 ha bisogno di vedere più squadre competitive. Anzi sarebbe ancora più bello se nella mischia ci fossero nomi importanti come McLaren o Williams. Chissà, magari la Red Bull potrebbe funzionare da elemento di disturbo. Tornando sul tema del duello, a mio avviso, Stoccarda e’ più avanti tra le marche, mentre sui piloti se la giocherà fino alla fine con Vettel.

E per concludere, qual è l’equipe che a suo avviso ha saputo leggere meglio le Pirelli?
All’inizio del campionato avrei risposto che le Frecce d’Argento erano più forti in qualifica e meno in gara, ossia il contrario del Cavallino, più gentile nella gestione delle “scarpe” sulla durata. Adesso direi che entrambe hanno lavorato tanto per recuperare i loro punti deboli, di conseguenza i valori si sono bilanciati e da qui in avanti assisteremo a corse che premieranno o una o l’altra a seconda della tipologia di pista.

Chiara Rainis