Il segreto del Dovi: “Rapporto di lealtà con Ducati”

Andrea Dovizioso (©Getty Images)

199 punti, leader di classifica insieme a pari punti con Marquez, una Ducati che ha fatto passi avanti ma non è ancora al top. Andrea Dovizioso deve stringere i denti nelle ultime cinque gare, ma sul cammino verso il titolo iridato dovrà vedersela con il campione in carica, capace di alzare ogni asticella negli ultimi anni.

Quattro vittorie e due podi, un solo ritiro stagionale. Il 31enne forlivese può giocarsela fino all’ultima gara di Valencia. Il suo atteggiamento fisico e mentale è cambiato nel corso degli ultimi dieci anni di MotoGP, forte di un’esperienza quinquennale con la Ducati. ne ha seguito ogni sviluppo, ogni debacle, ogni passo avanti. Conosce ogni piega e risvolto della Desmosedici, pregi e difetti, riuscendo quasi ed entrare in empatia con la moto. Ma accusa ancora i limiti di una GP17 non ancora costante.

A lui il merito di aver ereditato il difficile biennio valentiniano 2011-2012, non una scelta di soldi. L’azzardo e la fiducia reciproca con il team adesso portano i primi frutti di un forte legame. “Ci vuole un sacco di tempo, un sacco di gare, abbiamo avuto molte difficoltà, abbiamo lottato molto”, ha ricordato Andrea Dovizioso. “Questo è uno dei motivi principali per cui siamo in grado di ottenere tali grandi risultati. Abbiamo costruito passo dopo passo dal 2013, in molte gare abbiamo perso, o ero secondo, ma ciò ha creato un forte rapporto di lealtà”.

L’abbraccio Dovizioso-Ducati è divenuto ancora più inossidabile dopo l’addio di Andrea Iannone, con la casa di Borgo Panigale che, contro ogni pronostico dei tifosi, ha puntato su di lui. “Quando la moto è migliorata mi è venuto spontaneo continuare a lavorare in questa direzione. E adesso siamo in una buona posizione”. Forse non basterà per avere la meglio sul fenomeno Marquez, ma il futuro potrebbe riservare gradite sorprese.

Luigi Ciamburro

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