Valentino tra elisir di lunga vita e DNA ‘alieno’

Valentino Rossi (©Getty Images)

L’assenza di Valentino Rossi al GP di San Marino ha pesato non poco sullo show complessivo, soprattutto per quella larga fetta di tifosi che da tempo aveva acquistato i biglietti nella speranza di poter sostenere il nove volte iridato. Del resto Misano è la sua roccaforte, la sua casa di Tavullia è a pochi chilometri dall’autodromo. E non lontano da lì ha subito l’infortunio che ha compromesso la sua corsa al Mondiale 2017.

Giunto all’età di 38 anni sono in molti a chiedersi se davvero valesse la pena rischiare un allenamento con la enduro. Fan ed esperti sembrano divisi, ma forse è proprio l’età a suggerire che un simile allenamento potrebbe essere imprescindibile per correre a certi livelli. Non molto tempo fa Rossi aveva precisato: “Purtroppo ogni anno è un po’ più difficile! Bisogna cercare di allenarsi di più, di essere più pronti e alla fine cercare di arrivare con lo stesso risultato”.

A Silverstone ha dimostrato di potersi mettere alle spalle i rivali Vinales, Dovizioso, Marquez e Cutchlow per 17 dei 20 giri, prima di cedere il passo alla più “fresca” Ducati e al più giovane compagno di squadra. Difficile accertare se il calo finale sia dovuto solo al maggior consumo della gomma posteriore. Fatto sta che il Dottore sembra aver trovato l’elisir di lunga carriera, distillato non solo dal suo modo di allenarsi, insieme ai giovanissimi allievi dell’Academy, ma anche da un Dna fisico-motoristico quasi alieno.

Il ‘Telegraph’ ha raccolto delle testimonianze al riguardo, per tentare di tracciare un fenomeno a dir poco inedito. “Il vantaggio di Rossi è che è molto alto e le sue braccia e le dita sono lunghe e questo lo aiuta, anche se non è il pilota più forte”, ha detto l’ex compagno di squadra Jorge Lorenzo. “La lunghezza del suo corpo lo aiuta a muovere meglio la moto e non è mai troppo stanco. Se sei piccolo o hai braccia più corte, allora soffri di più in sella alla bicicletta. Questa è la sua fortuna. Anche guidare una Yamaha, che è una bici morbida e amichevole, lo aiuta. Ma ovviamente conta anche la sua motivazione”.

Anche il collega Yamaha Johann Zarco adduce motivazioni fisiche. “Penso che Rossi sia in grado di essere veloce e rimanere rilassato sulla moto, anche su una pista difficile come Silverstone perchè bisogna andare veloci nelle curve e tenere la moto richiede sforzi per non avere troppo movimento. Lui sa correggere la moto senza affaticare troppo il corpo. Sto lavorando per trovare questo buon set-up, ma ho bisogno di tempo per capirlo”.

Luigi Ciamburro