Giacomo Agostini: “Il mondo va avanti anche senza Valentino”

Giacomo Agostini (©Getty Images)

Il Gran Premio di Misano senza Valentino Rossi ha uno strano sapore surreale. Per alcuni lo show sarebbe finito a priori, per altri “show must go on”. Fra questi ultimi anche Giacomo Agostini che si dice rammaricato per l’assenza del Dottorre, ma preferisce concentrarsi sulle altre attrazioni. Del resto cosa può esserci di meglio di un pilota italiano in testa alla classifica?

“Il pubblico vuole vedere i grandi campioni. Poi l’appassionato di ogni pilota, in questo caso Valentino, arriva al circuito per vederlo. Pertanto, per lo spettacolo e per tutti è una perdita. L’affezionato viene per vedere il talento. Lui è uno di loro – ha detto allo spagnolo ‘Marca’ -. Per fortuna ci sono altri piloti che possono dare un sacco di gioia perché sono corse molto combattute, v’è una grande battaglia. Ci sono campioni come Viñales, Márquez, Pedrosa, Dovizioso, Lorenzo. Fortunatamente non siamo soli”.

E’ pur vero che Valentino Rossi è uno dei più grandi campioni della storia del Motomondiale, che non solo ha vinto nove titoli mondiali, ma sa catturare il pubblico con il suo carisma. E da questo punto di vista non ha rivali… “Vero, si sente l’assenza di Valentino, ma il mondo va avanti. Non può succedere che quando Valentino si ritirerà le corse finiranno. E’ giusto che il mondo vada avanti”. Qualcuno potrebbe pensare che ad Ago non faccia piacere se il Dottore vincesse il decimo titolo… “Io non cambio la vita se si vince o no. Se vince sarò felice per lui. Per me sarebbe un risultato a sorpresa”.

Nella corsa al titolo iridato 2017 il cuore di Giacomo Agostini sembra diviso tra Vinales e Dovizioso. “Con la Yamaha ho grandi ricordi. Ho vinto con la Yamaha e, quindi, c’è un grande affetto. E’ una squadra che seguo. D’altro canto io sono italiano. Mi piacerebbe vincesse un italiano, Dovizioso, una moto italiana”. Queste le scelte del cuore, ma la testa dà per favorito un altro campione: “Marquez. Anche se è secondo è il più veloce di tutti”.

Luigi Ciamburro