Jorge Lorenzo: “A Misano sono sempre arrivato tra i primi due”

Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Nonostante finora la sua prima stagione targata Ducati non gli abbia sorriso quanto sperato, Jorge Lorenzo, si presenta all’atteso appuntamento di Misano con un discreto ottimismo avanzando addirittura propositi di vittoria, consapevole della crescita della sua Desmosedici.

“Penso di poter fare bene per almeno due motivi: per il test di metà agosto, ma soprattutto perché qui, esclusa la caduta del 2015, ho sempre finito primo o secondo. Questo significa che è un circuito adatto alle mie caratteristiche”. Ha sostenuto il maiorchino parlando giovedì alla stampa. “Il mese scorso mi sono trovato molto bene, tuttavia essendo scesa la temperatura e avendo piovuto dovrò riprovare tutte le gomme, soprattutto quelle posteriori per verificare il grip. Poi bisognerà vedere se sarà brutto durante il weekend”.

Quindi a proposito del gap di 3″5 che lo hanno separato dal successo a Silverstone, il 30enne ha spiegato: “In Inghilterra per la maggior parte della gara ho girato come il gruppo di testa. Ho faticato un po’ i primi cinque o sei giri, poi ho perso circa 1″3 nella battaglia con Zarco, quindi forse avrei potuto finire anche a 2″5, però mi mancava un decimino di passo rispetto ai migliori. Vedremo come andrà domenica. In questo caso potrebbe essere diverso”. Interrogato invece sulla possibilità di ordini di scuderia per favorire Andrea Dovizioso, al momento in testa alla classifica generale, il #99 ha aggiunto: “Credo che se ne discuterà dopo la trasferta asiatica. Io comunque sono un uomo Ducati, di conseguenza dovesse dipendere da me la vittoria del mio compagno, farò il possibile perché succeda, anche se sarà difficile”.

Infine sull’infortunio occorso a Valentino Rossi e gli allenamenti lontano dai weekend di corsa Lorenzo ha così concluso: “Come in tutto nella vita, questi problemi si pongono sempre solo quando succede qualcosa di brutto. Quando sali su una moto, sai che ti stai prendendo dei rischi, ma questi variano a seconda di quanto sei aggressivo e di quanto spingi, piuttosto che dal tipo di specialità. Non è la stessa cosa fare motocross, con i salti, fare enduro, dirt track o supermotard”.

Chiara Rainis