Todt: “F1 in crescita, ma nessun nuovo team è interessato a venire”

Jean Todt (©Getty Images)

Il successo di pubblico e le tribune stracolme viste in Inghilterra, in Belgio e in Italia, oltre alla crescita dei numeri televisivi se comparati a quelli deludenti delle ultime stagioni, sembrano non aver ancora del tutto convinto le Case automobilistiche ad investire nella F1. A dare conferma dello scetticismo che ha colpito lo sport nel suo globale il Presidente della FIA Jean Todt. Il boss francese ha infatti rivelato come nessun big e neppure dei privati si siano affacciati alla sua porta per chiedere come fare ad iscriversi nel Circus, malgrado da tempo circoli la voce di un consorzio cinese e dell’interesse dell’ingegnere serbo Zoran Stefanovic di riportare in vita la Stefan GP, fondata da lui pur senza successo nel 2009.

“Non ci è arrivata alcuna richiesta che potrei definire seria”. Ha argomentato il transalpino a precisa domanda durante la conferenza organizzata a Monza per l’Action for Road, la campagna da lui promossa a favore della sicurezza stradale. “Quando me ne capiterà una tra le mani la valuteremo, come successo con la Haas. In quell’occasione si era capito immediatamente che c’era vera volontà di entrare e per questo avevamo creato un offerta”. Il massimo di vetture presenti sulla schieramento della massima serie ha toccato le 26 unità, ma dal 1995 non si è mai più riusciti a raggiungere cifre simili.

A questo proposito Todt si è proclamato disponibile a rivedere l’accordo attuale che prevede al massimo 24 auto presenti e dare spazio a tredici squadre. “Ad oggi ne abbiamo 10 e il livello del mondiale è buono. Ad ogni modo sono aperto a qualunque discussione e proposta. Stiamo lavorando per avere un campionato migliore sebbene l’accordo in essere è fissato su un massimo di 12 scuderie”. Considerato che ormai mancano meno di sei mesi al via della nuova stagione, per vedere qualche protagonista in più bisognerà attendere il 2019.

Chiara Rainis