Lucio Cecchinello (©Getty Images)

Lucio Cecchinello ha una storia pluridecennale nel motociclismo sportivo. Da capo meccanico è passato a pilota con sei vittorie in carriera nella classe 125. Fino a diventare il dirigente del suo team LCR Honda con cui è riuscito a togliersi molte soddisfazioni, dimostrando che il made in Italy non sforna solo grandi piloti, ma anche manager di grande spessore. Lucio è uno dei pochi team manager che ti mettono subito a suo agio, sempre pronto a stringerti la mano, ad ospitarti, a venirti incontro nonostante ricopra una posizione di vertice. E’ uno di quei personaggi che davvero fanno bene alla MotoGP.

Alla vigilia del Gran Premio di Misano abbiamo intervistato Lucio Cecchinello, al termine di un impegno promozionale a Barcellona con lo sponsor Castrol. Con lui abbiamo fatto il punto della situazione su Cal Crutchlow, sul futuro del suo team e della MotoGP in genere.

Come sta Cal Crutchlow dopo l’infortunio domestico?

Ha una protesi al dito indice che si è tagliato, questo non implica che non può correre, ma ha qualche complicazione col manubrio. Quindi potrebbe avere qualche piccola difficoltà nei cambi di direzione, in certe fasi dell’entrata in curva. Però abbiamo studiato un guanto che gli consenta di tenere il dito sempre dritto, sotto la frizione, così da gestire bene la gara.

Che voto possiamo dare a Cal fino a questo momento?

Personalmente a Cal darei voto 8, ha fatto sempre una stagione in cui dove era in condizione di lottare non si è mai tirato indietro. 3° posto in Argentina, 4° in Texas, 5° in Francia, 4° in Olanda, 5° a Brno, 4° posto a Silverstone. Il bilancio è decisamente positivo. E’ chiaro che tutti si aspettavano qualche podio in più nella prima parte do stagione. Ma la realtà è che con una Ducati così competitiva e con un Vinales così in forma, con un Marquez sempre pronto a lottare e con un Valentino Rossi che non lo ferma nessuno… a mio avviso un quarto posto vale quanto un podio.

Dal 2018 finalmente LCR Honda avrà due piloti in griglia di partenza. Un bel successo dopo anni di tentativi…

Siamo contenti di riuscire ad aver portato il team con un assetto da due piloti. Eravamo l’unico team ad avere un solo pilota. Averne due è un progetto imprenditoriale che ha senso in un’economia di scala, ci permette di poter scambiare più dati, ottimizzare le risorse. Ma soprattutto poter immaginare che se succede qualcosa in gara ad un pilota c’è la speranza che l’altro possa fare bene. Siamo contenti che arrivi Nakagami perchè è tra i cinque piloti più veloci della Moto2. In questa stagione ha avuto qualche difficoltà, ma la sua conferma di carattere c’è stata l’anno scorso, poi quest’anno con la vittoria a Silverstone (e tre podi, ndr). E non credo sia l’unico podio stagionale.

Quale futuro per i piloti asiatici?

La Honda ha una concezione dello sport motociclistico su vari livelli. Il primo è vincere il titolo, il secondo è di poter avere piloti che rappresentino varie aree di mercato, che vadano ad attirare l’attenzione mediatica e coinvolgere altri giovani. Quindi i mercati asiatici, che oggi ricoprono un’importantissima area geografica di mercato per la vendita delle moto, spingono la Honda a puntare sui piloti asiatici. Poi, che i piloti asiatici diventino più bravi di quelli europei ho i miei dubbi, perchè l’Europa ha una tradizione e una scuola di altissimo spessore. Comunque stanno facendo un bel lavoro per preparare al meglio i piloti asiatici con la Asia Talent Cup, con l’Asia Talent Team, con la Moto3, Honda Asia e Moto2 Honda Asia. Devo dire che stanno facendo un bel lavoro.

Il GP di Misano ha un sapore particolare per te?

Si, ovviamente si. Perchè è un Gran Premio dove rivedrò tante persone che mi hanno aiutato ad inizio carriera. E’ un circuito dove ho un legame affettivo, perchè è la prima dove sono entrato con una vera moto da pista. Ho dei ricordi molto speciali, anche se il circuito è stato ampiamente trasformato rispetto ad una volta in cui si girava in senso opposto. Ma decisamente è un GP particolare.

Che week-end sarà senza valentino Rossi?

Inutile nasconderlo, peserà tanto. Valentino è colui che è stato in grado di creare movimento di appassionati senza precedenti. Grazie alla sua simpatia, al suo talento, al suo modo di comunicare. A me piacerebbe tantissimo che possa essere comunque a Misano, anche solo per salutare i suoi tifosi dal podio, magari dopo le celebrazioni.

Cosa accadrà alla MotoGP dopo il ritiro di Rossi?

Purtroppo ci sarà meno interesse, però sarà una fase passeggera. Perchè ci saranno dei nuovi campioni e i media riusciranno a creare dei nuovi personaggi. Ricordo quando morì Ayrton Senna a Imola. Dentro di me dissi ‘La Formula 1 non sarà più la stessa’. Poi di lì a poco è nata una nuova stella, Michael Schumacher. La storia quindi offre dei precedenti. Condivido che l’assenza di Valentino possa far perdere interesse al Motomondiale, ma sarà temporanea perchè nuovi campioni sapranno capaci di attirare le simpatie del pubblico. Poi voi media farete sforzi ulteriori per magnificare le imprese di altri ragazzi, e non solo quelle di Valentino, perchè voi media spingete troppo solo su Valentino. Poi ritengo che perderemo interesse del tifoso di parte, valentiniano, ma non perderemo i veri appassionati di motociclismo sportivo. Non perderemo i nostri consumatori che sono coloro che comprano e amano la moto. Probabilmente perderemo, con tutto il rispetto, una parte di pubblico femminile e quelli che vogliono vedere lo show di Valentino dopo la gara.

Luigi Ciamburro