Jonathan Rea: “Il Motocross è il segreto del mio successo”

Jonathan Rea (©Getty Images)

Jonathan Rea, classe 1987, si avvia verso il terzo titolo consecutivo nel Mondiale Superbike. Nove vittorie stagionali, sempre sul podio tranne in Gara1 in Gran Bretagna, 381 punti in classifica e +70 dal compagno di squadra Tom Sykes. Numeri da capogiro che proiettano il pilota Kawasaki nella storia delle derivate di serie.

Nell’ultima gara in Germania, prima della pausa estiva, il pilota nord-irlandese ha messo in cassaforte un doppio podio d’oro per la classifica. In Gara2 si è reso autore di un’esemplare rimonta, come sempre avviene nel round domenicale. La griglia di partenza, decisa in base ai risultati del sabato, lo costringono sempre ad una celere rimonta dalla terza fila dopo lo start. Ma qual è il segreto di tale successo? A quanto pare la sua esperienza passata nel Motocross.

Bastano poche curve per vedere la sua Kawasaki subito in testa in Gara2. Un fattore imprescindibile per puntare dritto alla vittoria e non restare incastrato nelle retrovie, dove l’imprevisto è sempre in agguato. “Il mio passato in Motocross è molto utile per la gara di domenica, dove si deve lottare in pista”, ha detto Jonathan Rea come riportato da Motorsport-Total.com. “Bisogna reagire agli altri piloti e a quello che accade intorno. Qualcuno ha detto che ci si sente come in una corsa di motocross nella sabbia profonda. E’ necessario reagire, fare dei solchi in pista”.

“E’ molto importante per me per arrivare al top il più rapidamente possibile – ha aggiunto il leader della SBK -. Se rimani bloccato dietro un altro conducente, poi si perde un sacco di tempo. Se si resta troppo a lungo dietro poi ci si abitua al loro ritmo”. Al Lausitzring è stato molto aggressivo e lottato per il podio nonostante avesse otto piloti davanti. “In Germania è stato molto divertente, perché ho avuto una brutta partenza, ma il resto del primo turno è stato ottimo. Queste nuove regole sono un vantaggio per me – ha concluso Jonathan Rea -. Per gli altri piloti come Chaz (Davies) è stato uno svantaggio dal momento che non sono più veloci in campo”.