Raikkonen: “Gara difficile e spesso a rischio testacoda”

Kimi Raikkonen (Ferrari Twitter)

Partiva settimo, in realtà promosso a quinto per le penalità inflitte alle Red Bull, ed è arrivato proprio due posizioni sotto al podio. Malgrado lo spunto iniziale e qualche bella e avvincente battaglia con la coppia di giovani Stroll-Ocon e con l’altro ferrarista Vettel, Kimi Raikkonen non ce l’ha fatta e complici delle criticità a livello di feeling con l’auto si è dovuto accontentare di un risultato mediocre davanti all’incredibile folla Rossa accorsa a Monza.

“I primi giri sono andati bene, poi però ho cominciato ad accusare delle difficoltà, specialmente in curva e per due volte ho rischiato di girarmi”. Ha raccontato Iceman alla fine. “E’ stato un weekend complicato e l’esito della gare ne è la conseguenza. In avvio ho battagliato con Esteban e Lance, poi è arrivato Sebastian. Ho tenuto per un po’, poi il suo passo era migliore e mi ha passato sul dritto”.

Rispondendo in seguito a chi gli chiedeva se era nelle attese un simile gap dalle Mercedes Iceman ha affermato: “Sinceramente non so come mai abbiamo sofferto così tanto nei loro confronti. In effetti non abbiamo la stessa performance, per cui in circuiti rapidi e con basso livello di downforce come questo patiamo di più. Di conseguenza l’obiettivo d’ora in avanti dovrà essere quello di crescere nell’area della velocità”.

Interrogato poi a proposito del sabato e se le cattive condizioni possano aver influenzato il risultato della gara il driver di Espoo ha lucidamente analizzato: “Di certo la pioggia non ha influito. Soltanto non avevo il bilanciamento giusto nonostante le modifiche all’assetto di venerdì e nelle battute conclusive Ricciardo si è dimostrato più competitivo e con gomme migliori”.

Infine Raikkonen ha commentato il Laureus Award appena ricevuto per “Il Miglior Momento Sportivo”, per la scena con il piccolo tifoso francese in Spagna. “Sinceramente quando l’ho incontrato e gli ho regalato il cappellino, non sapevo cosa fosse successo prima. Di sicuro non ho fatto il gesto per ricevere un premio. Mi interessava solo renderlo felice”.

Chiara Rains