La ‘premonizione’ di Valentino Rossi: “Nessuno sa cosa accadrà”

Valentino Rossi (Getty Images)

All’indomani del podio di Silverstone Valentino Rossi approdava a Misano con l’obbligo di un altro podio per poter inseguire il decimo titolo mondiale. Una gara comandata dall’inizio fino a quasi la fine, quando la gomma posteriore non gli ha consentito di alzare il ritmo contro l’arrembante Andrea Dovizioso. L’infortunio ha spezzato il fiato alla sua rincorsa, fatto crollare i sogni di milioni di fan.

In un’intervista a MotoGP.com rilasciata dopo la tappa inglese il Dottore sembrava aver premonito l’incidente. “Sono sicuramente diverso da vent’anni fa. Per prima cosa a livello fisico. Adesso il motociclismo necessita di molta più preparazione e di molto più allenamento. Secondo nella testa, come mentalità. Quando si è giovani tutto è più semplice e le nuove generazioni di piloti sono fortissime a livello mentale”.

Da qui la necessità di allenarsi costantemente con i suoi giovani e stimolanti allievi dell’Academy, in palestra come in moto da cross, flat-track, enduro. Su quest’ultima ha trovato un bastone tra le ruote che ha rotto la sua corsa verso il titolo. In una stagione al limite anche una sola gara a zero punti può essere fatale. “È una grande sfida nella quale c’è sempre da imparare”.

Sin dall’inizio del campionato la strada iridata era apparsa in salita con l’ingresso di un altro giovane affamato di vittorie come Vinales. Da aggiungersi al già affermato Marc Marc Marquez e al “novello” Andrea Dovizioso con una sorprendente quanto inattesa Ducati al top. “Ogni volta che si arriva su un circuito il venerdì è come lanciare una monetina. Nel bene o nel male, è quello che abbiamo quest’anno. Posso fare alcuni esempi: pensavo di essere sfavorito ad Austin invece sono arrivato secondo, puntavo alla vittoria a Jerez e ho chiuso come decimo, o ancora, credevo di poter vincere a Barcellona e invece ero molto lento”.

Difficile fare pronostici in pista… e fuori. Perchè stavolta l’ennesima sorpresa è arrivata tra i boschi di Parchiule, a pochi chilometri dall’autodromo di San Marino, mentre si allenava su una moto da enduro. “Nessuno può far pronostici, sfortunatamente, e nessuno sa quello che accadrà”. Il futuro è per tutti incerto, nello sport come nella vita. A dimostrazione che anche le leggende dello sport sono esseri umani.

Luigi Ciamburro