Alonso: “Non ho mai invitato la McLaren a cacciare la Honda”

Fernando Alonso (©Getty Images)

Nei giorni scorsi era emersa l’indiscrezione di un presunto aut aut lanciato da Fernando Alonso alla McLaren all’insegna del “o me, o la Honda”, ma a Monza lo spagnolo si è affrettato a negare tutto.

“Non è assolutamente vero”. Ha affermato l’asturiano, nelle prime due sessioni di libere 15° e 8°. “Ho letto anch’io questa storia. La realtà è che io non valgo più del team. A Woking ci sono 1000 persone e anche in Giappone stanno lavorando sodo, soltanto che non è stata presa a giusta direzione. Dopo 3 anni non siamo ancora competitivi, quindi tutto ciò a cui ambiamo è soltanto cambiare la situazione. Io in fin dei conti del gruppo sono il meno importante, dato che via da qui posso andare altrove, ma per la scuderia, che va sottolineato è la seconda più vincente della storia, invertire la tendenza attuale sarebbe fondamentale”.

Alla domanda se immagina un futuro glorioso a breve termine il driver di Oviedo si è mostrato più scettico. “Non si può mai sapere. E’ successa la stessa cosa con la Ferrari nel 2014/2015 quando ha migliorato il suo propulsore. Purtroppo finora gli aggiornamenti non hanno dato grossi frutti, ma avendo grossa esperienza potrebbe essere possibile”. Poi sul suo futuro ha spiegato. “Prima di qualsiasi decisione dovremo sederci ad un tavolo e vedere quali sono le condizioni e le aspettative. Devo ancora analizzare i dettagli, non solo in Inghilterra, ma anche in Giappone, capire di persona quali sono i progressi fattibili”.

Infine forse a fronte del no ricevuto dal boss Cyril Abiteboul Alonso ha fatto spallucce anche davanti alla prospettiva di passare alla Renault. “Enstone è sempre nel mio cuore e sono legato al marchio anche dal punto di vista sportivo per quanto concerne la mia pista di go kart, tuttavia sono molto felice dove mi trovo e sono fiducioso che arriverà un pecchetto buno abbastanza da poter lottare per l’iride. Inoltre loro hanno avvisato che per il 2018 non potranno puntare alla vittoria, dunque sono stati onesti…”.

Chiara Rainis