Lewis Hamilton (©Getty Images)

La decisione della Ferrari di proclamare Sebastian Vettel numero 1 del team e convertire Kimi Raikkonen a semplice scudiero, per cui in Ungheria lo si è visto rallentare a favor di compagno e in Belgio in qualifica tirargli la volata in un Q3 che ha regalato al tedesco la prima fila, ha fatto certamente drizzare le antenne alla Mercedes. Paladina della sportività e del “lasciamo i nostri piloti giocarsela”, la scuderia tedesca potrebbe optare per un’inversione di tendenza e istruita a dovere dalla guerra di nervi vissuta fino a pochi mesi quando affianco ad Hamilton sedeva Nico Rosberg virare tutto a beneficio dell’inglese.

“Un avversario come la Ferrari lo si può battere soltanto quando funziona ogni cosa alla perfezione”. Ha dichiarato Toto Wolff dopo il successo conseguito dal #44 a Spa. “Per questo ci vogliamo tenere aperti a qualunque strategia. Siamo consapevoli che non esiste un manuale per gestire certe problematiche. Maranello adesso può godere del lusso di avere un pilota in posizione privilegiata rispetto all’altro. Noi invece per il momento stiamo valutando gara per gara. Vedremo quindi come andrà a Monza”.

A differenza del direttore generale delle Frecce d’Argento, ancora in forse sul metodo d’adottare per tentare di beffare Maranello, il boss non esecutivo Niki Lauda si è invece mostrato parecchio convinto. “La parità di trattamento fa perdere punti e questo deve finire. Io stesso sono stato campione del mondo per mezza lunghezza e so esattamente quanto sia importante ogni singolo risultato quando si fa il computo a fine stagione. Di conseguenza so molto bene cosa dovremmo fare. Nelle Ardenne Valtteri ha avuto un weekend no ed è chiaro che Lewis ha chance maggior per quanto concerne la lotta all’iride. Se a Budapest non gli avesse ceduto il podio ora sarebbe alle spalle di Seb di appena 4 punticini”. Il messaggio chiaro e inequivocabile dell’austriaco.

Chiara Rainis