Il binomio McLaren-Honda ha le ore contate

Fernando Alonso, McLaren (©McLaren Twitter)

Dopo tre anni di insuccessi e delusioni il traumatico matrimonio bis tra McLaren e Honda potrebbe essere arrivato definitivamente al capolinea. Mancato l’obiettivo di replicare lo splendore delle stagioni vissute a pane e botte da orbi tra Ayrton Senna e Alain Prost la scuderia di Woking avrebbe ormai deciso di trovarsi un motorista alternativo, nella speranza di recuperare velocità e soprattutto credito.

Già piuttosto compromessa per via dell’incredibile numero di propulsori saltati da inizio 2017, la situazione sarebbe precipitata al termine del GP del Belgio della scorsa settimana, dove Stoffel Vandoorne ha viaggiato alla pari delle Sauber e Fernando Alonso è stato costretto al ritiro. “Con una power unit Mercedes ora saremmo più rapidi di 2 secondi rispetto alla Williams”. Era stato il commento piccato del responsabile del muretto Eric Boullier.

Ancora più duro, come al solito, si è dimostrato il campione di Oviedo che a quanto pare alle dirigenza del team avrebbe detto a porte chiuse “o me, o la Honda”. “Per migliorare ci sarebbe bisogno di un unico cambiamento”. Il suo suggerimento prima dell’affondo parlando con El Mundo Deportivo: “Penso che là fuori ci siano le riposte relative ai nostri problemi, per cui dobbiamo trovarle. Tuttavia non è guardando in cielo che riusciremo a risolvere il tutto, bensì sedendoci ad un tavolo per discutere a proposito di ciò che sarà meglio fare nel 2018”.

Per il nipponico l’abbandono della McLaren potrebbe non essere il solo, dato che dopo il fallimento della trattativa con la Sauber, finita nel dimenticatoio non appena salito al vertice di Hinwil Frederic Vasseur, adesso dovrebbe arrivare quello con la Toro Rosso, che avrebbe optato per non rispettare il termine conclusivo per la richiesta di fornitura della PU prevista per Monza.

Per quanto concerne la motorizzazione della mitica squadra fondata da Bruce McLaren, la scelta potrebbe ricadere sulla Renault.