Ferrari migliorata di 0,5″ grazie a olio e benzina

Pit stop Ferrari (Getty Images)

Mattia Binotto, direttore tecnico Ferrari, sottolinea che il lavoro svolto da Shell ha consentito di migliorare del 20% l’efficienza del motore italiano negli ultimi anni. Dopo l’introduzione del motore ibrido in Formula 1 nel 2014 la crescita della tecnologia del motore V6 Turbo sembra non avere fine. Ma parte dell’efficienza dei propulsori sta nella benzina e nei lubrificanti.

Il rapporto tra Ferrari e Shell ha permesso alle Ferrari di guadagnare mezzo secondo al giro negli ultimi tre anni. “Per esempio questo inverno, il 20 o il 25 per cento della nostra efficienza complessiva è venuta dal lato del carburante e dell’olio. Normalmente, dopo qualche anno, di solito raggiunge un certo livello di maturità e non c’è più spazio per lo sviluppo e l’ottimizzazione. Credo che continuerà a crescere ad un ritmo simile come avuto in un primo momento”, ha confermato Mattia Binotto.

I principali cambiamenti normativi che le vetture hanno sofferto in questa stagione hanno causato un aumento della resistenza aerodinamica. Ma la Shell ha permesso alla Ferrari di riequilibrare e riottimizzare ogni cambiamento. “Abbiamo monitorato progressi in termini di prestazioni e progresso dell’efficienza dal 2014. Il 23,3% è sempre il nostro obiettivo”, ha esposto Guy Lovett, technology manager di Shell per la Ferrari. “E’ il momento e l’urgenza ciò che rende il progetto così entusiasmante. Il motore ancora cambiare, la curva di sviluppo del motore è abbastanza profonda e ogni cambio del propulsore ci dà l’opportunità di riequilibrare e migliorare il carburante e l’olio”.