Ducati, Claudio Domenicali: “Dovizioso ha dei bonus interessanti”

Ad Ducati Claudio Domenicali (Getty Images)

Ci sono momenti in cui si mescolano gerarchie e si fondono emozioni. In Ducati lo sanno bene, perché 10 anni dopo la storia sembra ripetersi. Era il 2007 quando a Borgo Panigale arrivò un giovane australiano che aveva il compito di portare il casco al campione conclamato, quel Loris Capirossi che nello score vantava 3 titoli iridati. Quel ragazzo era Casey Stoner.

L’australiano giunto in Ducati stupì tutti vincendo al primo anno il titolo mondiale tanto rincorso dagli uomini di Borgo Panigale. Ora, 10 anni dopo, sembra di rivivere lo stesso film, con Andrea Dovizioso pronto a fare la scarpe al più quotato compagno di squadra Jorge Lorenzo.

Ducati non favorita

L’ad di Ducati, Claudio Domenicali ha così dichiarato ai colleghi di “Repubblica”: “Dieci anni fa puntavamo su Capirossi e invece esplose Stoner. Stavolta abbiamo puntato su Lorenzo e sta esplodendo Dovizioso. Non siamo favoriti, lo dico per scaramanzia, ma anche per onestà. Dieci anni fa la Ducati era veloce, ma complicata da guidare, infatti, Loris fece fatica. Oggi la moto, invece, è più bilanciata”.

L’ad Ducati ha poi proseguito: “Andrea ha lavorato molto su sé stesso. Guida con la testa. In queste vittorie c’è grande merito del pilota. Dovizioso è davvero una bella persona. Nel paddock è molto amato, per i tifosi purtroppo contano solo i risultati, in ogni caso credo che già da Misano ci saranno molti fan. I contratti li abbiamo fatti quasi 2 anni fa, quando la situazione era diversa. In ogni caso Andrea ha una serie di premi davvero interessanti. Le cose sono diverse da ciò che pensate”.

Infine, Domenicali ha concluso così: “Lorenzo ha dimostrato di apprezzare quanto fatto di Andrea. Lui è un grande pilota e sta progredendo. Quando arriverà a certe strategie ci penserà Dall’Igna. Ducati e Ferrari in testa ai rispettivi mondiali è la dimostrazione che a livello di formazione scolastica, ingegneristica e manageriale possiamo fare grandi cose”.

Antonio Russo