Paolo Beltramo: “Rossi-Yamaha, serve un altro step”

Paolo Beltramo
Paolo Beltramo (©Getty Images)

Gara audace per Andrea Dovizioso, sfortunata per Marc Marquez, beffarda per Valentino Rossi. Paolo Beltramo scrive le pagelle del GP di Silverstone all’indomani della nuova leadership del pilota italiano della Ducati.

Quarta vittoria stagionale per il Dovi che diventa il nuovo “bomber” del Mondiale MotoGP. “Il processo di evoluzione del Dovi continua senza soste”, scrive Paolone sul sito Redbull.it. La rottura del motore della Honda ufficiale fa involare Andrea in testa alla classifica della classe regina. “In un campionato così bello e difficile il suo atteggiamento di forza consapevole, analitico, razionale, freddo, lucido, intelligente, educato, dolce e unito a quel briciolo di cuore che gli mancava è probabilmente l’approccio giusto”.

A rendere tutto più effervescente la rottura del V4 di Marc Marquez a metà gara. Per lui addio al podio inglese e alle leadership del Mondiale. Una botta di sfortuna che “non si meritava”, ma che rende lo show ancora più avvincente e le prossime gare al top dell’adrenalina. “Ma il motorsport è fatto anche di questo: conta l’uomo, ma conta anche il mezzo – ha ricordato Paolo Beltramo -. E comunque conoscendo Marquez il fatto potrebbe averlo caricato ancora di più in vista delle ultime 6 gare. In fondo è dietro ma di soli 9 punti e la Honda, al di là di questa rottura, è una moto cresciuta, competitiva, che a Misano dovrebbe essere pronta a vincere”.

Resta l’amaro in bocca a Valentino Rossi, dopo aver condotto la gara per 18 giri. Fino a quando la gomma posteriore ha ceduto sotto i colpi di Dovizioso e Vinales. Il sogno del decimo titolo mondiale sembra allontanarsi, ma il campione di Tavullia ha le carte in regola per tentare anche l’impossibile. “La Yamaha è migliorata, ma non ancora abbastanza per permettergli di essere veloce fino alla fine: è un primo step. Ora serve il secondo per continuare a sognare quel decimo titolo che comunque lo vede ancora in gioco, lontano soltanto 26 punti dal vertice – ha sottolineato Paolo Beltramo -. E ciò nonostante la sua razionalità che ancora non gli fa dire di sognare il titolo perché davanti ne ha 3, e che 3”.