Il papà di Stroll pronto a pagare per avere Alonso alla Williams nel 2018

Fernando Alonso (©Getty Images)

Superata la totale assenza di notizie da pausa agostana, non appena ripresa l’attività in Belgio il paddock della F1 è tornato a brulicare di voci di mercato. Il nome più pronunciato: quello di Fernando Alonso che, alla luce dei problemi di salute accusati da Massa in Ungheria e del grave errore commesso dal brasiliano non appena sceso in pista a Spa, è stato avvicinato alla Williams. Addirittura si dice che il papà di Lance Stroll, ossia il miliardario Lawrence, si sarebbe offerto di pagargli direttamente e di tasca propria i 25 milioni di euro di salario dovuti. Il tutto con l’unico scopo di trasformarlo in istruttore e tutor del figlio, finora abbastanza deludente dall’inizio della sua avventura nel Circus non fosse per il podio di Baku.

Sul tema Nando si è espresso anche il boss Mercedes Niki Lauda che alla domanda su un possibile consiglio da dare all’asturiano, ormai sull’orlo di una crisi nervi a causa di una MCL32 davvero poco competitiva, ha tagliato corto: “Non ho suggerimenti per lui. E’ evidente che è in McLaren perché vuole guadagnare una montagna di soldi. Il suo prossimo contratto avrà validità per una sola stagione? La cosa non mi preoccupa, il 2019 è ancora molto lontano. Per quanto ci riguarda daremo presto un annuncio sulla formazione. Personalmente sono soddisfatto di Bottas. A mio avviso Valtteri ed Hamilton sono i più forti in assoluto assieme. Raikkonen e Vettel sono più deboli e Ricciardo e Verstappen sono poco stabili. Max in questo momento è frustrato per via degli scarsi risultati, tuttavia ha un accordo con Red Bull che deve onorare”. Ha analizzato con secca lucidità.

Infine parlando di Sebastian, fresco di rinnovo con la Ferrari, l’asso austriaco ha rivelato: “In effetti c’è stato un contatto tra di noi, però la competitività della Rossa gli ha fatto venire meno la voglia di lasciare la squadra, dunque ci siamo fermati subito un paio di mesi fa. Ogni pilota, se è intelligente, parla con più di un team in modo da poter partire da una posizione migliore ed è andata così anche in questo caso”.

Chiara Rainis