Rossi o Vinales? Per Yamaha è tempo di fare una scelta

Valentino Rossi e Maverick Vinales (Getty Images)

Valentino Rossi e Maverick Vinales, storia di un dualismo mai esploso, almeno per ora. Il Dottore aveva messo piede in questo 2017 con un mezzo broncio e la testa che sconsolata ciondolava da destra a sinistra nel disegnare un “No, non va bene”, che dalle parti di Iwata proprio non andava giù. L’approccio del giovane spagnolo alla nuova M1, invece, era stato totalmente diverso.

Maverick sceso dalla sua buona Suzuki si era ritrovato finalmente tra le mani una moto da titolo e giù una pioggia di elogi senza fine che metteva di buon umore gli ingegneri nipponici. Differenze palesi tra i due. Valentino Rossi continuava a chiedere modifiche e accorgimenti, Vinales, invece, saliva in moto ed era estasiato dalla sua Yamaha e portava a casa anche grandi risultati.

L’esperienza di Rossi paga ancora

Col passare delle settimane però la situazione si è capovolta o meglio il giovane Maverick, mollati gli entusiasmi adolescenziali da “prima volta” ha cominciato a mugugnare gli stessi problemi che il buon Valentino Rossi aveva messo in luce sin dalle prime curve con la nuova M1.

Sono arrivati via via nuovi accorgimenti, ma la Yamaha, almeno per ora, non sembra più la moto performante di inizio stagione. Valentino Rossi punta il dito contro il team di Iwata, reo di non riuscire a risolvere i problemi al posteriore che mettono sotto stress la gomma in alcune piste. Vinales, invece, se la prende con Michelin. Due modi differenti di vedere il medesimo problema.

Se il modo di vedere le cose da parte di Valentino Rossi porta a delle possibili soluzioni, lo stesso non si può dire, invece, di Vinales che se la prende con il nulla assoluto. Le sue Michelin, infatti, sono le stesse montate anche da tutti gli altri piloti, è chiaro quindi che il problema sia di Yamaha, che non le fa lavorare adeguatamente.

Sia il Dottore che Maverick per ora sono ancora in piena lotta per il mondiale, ma Yamaha presto si troverà a dover scegliere a chi affidare lo sviluppo della moto per il prosieguo della stagione. Vinales nel biennio Suzuki ha sviluppato ottimamente la sua moto, grazie anche all’aiuto di Aleix Espargaro, ma diciamo che quella era una situazione un po’ diversa.

Valentino Rossi, invece, da par suo ha dimostrato più volte di riuscire a spremere al meglio le proprie moto. Inoltre, proprio lo stesso Vinales ha dichiarato più volte di avere grande stima per il Dottore e di dare molto peso alle sue parole avendo più esperienza di lui con Yamaha.

Insomma l’impressione è che a 38 anni suonati, Valentino Rossi possa essere messo ancora una volta a capo della nave Yamaha, salpata dal porto del Qatar con direzione mondiale. In pista naturalmente i due se le daranno di santa ragione e il team di Iwata, come già accaduto in passato, non interverrà, ma l’impressione è che il 46 dovrà caricarsi sulle spalle il peso dello sviluppo di questa M1, sempre che Yamaha non decida un’improvvisa virata su Vinales.

Antonio Russo