Steiner: “La F1 ha bisogno di persone come Minardi”

Giancarlo Minardi (©Getty Images)

Il Circus dovrebbe tornare a godere dei servigi di personaggi in stile Giancarlo Minardi, passato alla storia per aver permesso ai talenti più freschi dell’automobilismo degli anni ’90/ 2000 come Fernando Alonso, Mark Webber, Jarno Trulli e Giancarlo Fisichelladi crescere e sfondare. A dirlo il team manager della Haas Gunther Steiner, nostalgico del patron dell’omonima scuderia, in F1 dal 1985 al 2006 quando si è trasformata in Toro Rosso dopo l’acquisizione da parte di Red Bull.

“La difficoltà per i giovani è trovarsi al posto giusto al momento giusto. Non si può fare altrimenti. Anzi al momento non è neppure possibile comprarsi un sedile”. Ha riferito a Motorsport.com il meranese. “Quando c’era Minardi era diverso. Forse non sarà stato contento di vedere la sua squadra ultima, tuttavia era un modello di business per tutti e consentiva ai piloti di fare esperienza per poi avanzare in griglia”.

“Nel 2011 a Daniel Ricciardo è successo qualcosa di analogo. Con la HRT sapeva che non avrebbe combinato molto, ma perlomeno ha avuto la chance di accumulare chilometri. Un’opportunità che oggi non c’è più”. Ha aggiunto. “L’assenza di simili team potrebbe essere un beneficio, però ugualmente uno svantaggio”.

Secondo Steiner, ad oggi i big temono di mettere al volante le leve della Formula 2 a causa del grande gap prestazionale tra le vetture delle due categorie. “A mio avviso Antonio Giovinazzi e Charles Leclerc sono ottimi driver, dal buon potenziale. Il prossimo talento verrà da Ferrari e Mercedes, ma come potranno farcela è complicato. Tra F2 e F1 c’è una differenza abissale. Ci vuole un bel po’ per imparare. Mettere un emergente su una Rossa potrebbe rivelarsi rischioso. Potrebbe andare bene, tuttavia è più facile il contrario visto che le aspettative sono altissime. Il nostro sport è complesso. Gli errori sono dietro l’angolo, per cui occorre tempo per imparare”.

Chiara Rainis