Liberty Media: “La F1 non sarà patrimonio esclusivo delle pay tv”

F1 Griglia di partenza Budapest (©Getty Images)

Non sarà un lavoro facile, ma la Liberty Media cercherà di trovare un compromesso per non scontentare i fan della F1 più abbienti e disposti a pagare un abbonamento per avere un servizio premium e gli sponsor globali che vorrebbero vedere i propri marchi diffusi alla più vasta platea possibile. A dichiararlo il direttore generale Chase Carey che ha tuttavia ammesso l’interesse per l’apertura al servizio digitale “over-the-top” che garantirebbe un ritorno in denaro importante.

“In termini di arene televisive con cui abbiamo a che fare ce ne sono tre o quattro potenziali”. Ha affermato a Motorsport.com. “Le reti libere, quelle a pagamento, il digitale e l’OTT, che in un certo senso presentano obiettivi contrastanti. I ricavi crescono man mano che si sale la scala, però il pubblico raggiunto è minore”.

“Noi vogliamo massimizzare la crescita sul lungo termine, non sul breve, di conseguenza stiamo cercando un equilibrio tra audience e valore economico diretto. Ovviamente questo avrà un impatto sui partner che abbiamo dato che il coinvolgimento dei tifosi è fondamentale, di conseguenza per energizzare lo sport dovremo puntare sul bilanciamento”.

Secondo Carey malgrado il web sarà il futuro anche per gli appassionati di motori, il processo di transizione non sarà immediato: “Ci sarà un progressivo aumento delle piattaforme, tuttavia la conversione non sarà subitanea perché ci sono delle abitudini che sono dure a morire. Inoltre dal punto di vista della programmazione l’ampio bacino d’utenza ha ancora valore. Ci stiamo spostando in un’altra direzione, ma ci vorrà un po’”.

“Non c’è dubbio che in futuro vi saranno molte più vie per continuare ad offrire ai consumatori i contenuti in modo da avere un doppio beneficio”. Ha concluso l’americano.

Per quanto riguarda l’Italia  se in un primo momento si era detto che dal 2018 la F1 sarebbe stata solo appannaggio di Sky, i recenti successi della Ferrari hanno fatto tornare in corsa anche la RAI.

Chiara Rainis