La F1 verso nuovi circuiti, ispezionata Buenos Aires

Circuito Buenos Aires ( ©Getty Images)

Da quando è subentrata al vertice del Circus la Liberty Media è partita la caccia a tracciati inediti da inserire in un calendario più internazionale e vicino al pubblico. Come più volte dichiarato dal CEO Chase Carey l’intento sarebbe quello di abbandonare le piste più isolate e difficili da raggiungere a favore dei cittadini e di riportare all’antico splendore le arene teatro di battaglie mitiche e d’altri tempi. Ecco perché di recente oltre ai nomi di Las Vegas, New York e Miami apparsi sul foglio bianco per rimpolpare i round a stelle e strisce, ha fatto la sua apparizione il Vietnam e la sua metropoli Hoo Chi Minh, ma non solo. E’ di queste ore la notizia di un sopralluogo fatto dal direttore di gara Charlie Whiting in Argentina. L’inglese avrebbe dato vita ad una visita definita “informale” allo storico circuito di Buenos Aires per valutare lo stato delle strutture.

L’impianto aveva ospitato la F1 per l’ultima volta nel 1998 e a quanto pare avrebbe convinto in termini di standard di sicurezza e di bontà del fondo. Il delegato federale, accompagnato nel suo tour da alcuni membri del governo locale, dell’Automobil Club Argentino (ACA) e dell’Associazione Piloti Argentini (Asociacion Argentina de Volantes) avrebbe tuttavia segnalato alcune aree da rivedere e aggiornare in modo da rispettare al 100% le richieste per poter organizzare una corsa.

Il Paese di Juan Manuel Fangio era tornato in auge nel 2015, quando Bernie Ecclestone aveva avanzato questa possibilità, poi però finita nel dimenticatoio come mera chiacchiera, ma la volontà dei neo boss ad  aumentare il numero di appuntamenti  a 21 avrebbe risvegliato l’interesse. Dovesse andare in porto la trattativa con Buenos Aires, protagonista dal 1953 al 1998, si tratterebbe del terzo gran premio in Sudamerica dopo Messico e Brasile.

Tra le location papabili per un aumento dei round europei della F1 ci sarebbero invece Turchia e Portogallo.

Chiara Rainis