Dovizioso, parla il padre: “Ho sempre creduto in Andrea”

Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso (©Getty Images)

Andrea Dovizioso in lotta per il titolo MotoGP 2017. Chi se lo aspettava? Probabilmente pochi, ma il forlivese è a soli 16 punti da Marc Marquez e può sognare. Ovviamente, mancando ancora sette gare alla fine, è presto per esaltarsi. Ma non è un rischio che corre il Dovi, sempre molto razionale.

Il pilota Ducati sa che bisogna essere concentrati e non farsi prendere dell’entusiasmo. Sicuramente dà molta soddisfazione contendersi il Mondiale, però il cammino resta lungo. La vittoria in Austria è stata molto importante, soprattutto per come è arrivata. Battere in duello Marc Marquez non è roba da tutti.

MotoGP Ducati: le parole di Antonio Dovizioso

Il quotidiano spagnolo Marca ha interpellato Antonio Dovizioso, padre di Andrea. Queste le sue parole:  “Ho detto che sarebbe stato campione del mondo, egoisticamente, come un genitore, il 23 marzo 1986, alle 11:30 di notte, quando è nato. Doveva essere una bambina e invece è fu un maschio. Ho sempre creduto in lui. Ha avuto la fortuna di avere il talento. Fin dall’inizio sulla mia pista di motocross. ci già visto il suo talento. Poi ha fatto la sua parte”.

Il papà è sempre il primo tifoso di ogni figlio e anche nel caso del pilota forlivese è così. Dovizioso senior spirga che qualcosa è cambiato nel rider Ducati:”Quest’anno ha in qualche modo cambiato mentalità, si sente che la moto è tua. Dopo cinque anni di lavoro, sono riusciti a fare una moto in base alle loro esigenze e domare questa Ducati quasi indomabile. Ora si sente più sicuro e può fare le cose che sa fare. Prima non rischiava per non finire a terra in gara. Ora, quando ci si sente al sicuro, è come un animale selvatico”

Antonio Dovizioso ha concluso così il suo intervento ai microfoni di Marca:”La moto è migliorata di anno in anno. Mentalmente, anche lui è convinto che è bravo. Qualcuno che soffre da quattro anni potrebbe crollare. Ora avete visto che con questa moto può fare cose buone. Il titolo? Tutto è possibile, si spera”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)