Yamaha, il software poteva dare il podio a Rossi

Yamaha MotoGP (Getty Images)

La MotoGP sta crescendo in svariate componenti e si sta avvicinando sempre di più alla Formula 1. Gli ingegneri stanno cominciando a lavorare sulla carena a livello aerodinamico, proprio come da anni accade in F1, inoltre dall’inizio di quest’anno si sta cercando di sperimentare un nuovo sistema per avvisare i piloti da remoto con segnali luminosi.

Proprio il recente Gran Premio di Brno ha rilanciato in MotoGP il problema degli avvisi luminosi sul cruscotto. Valentino Rossi, infatti, ha lamentato che in Yamaha non sono ancora pronti per questo tipo di tecnologia e che tutto ciò sarebbe stato molto utile per anticipare la sosta.

Più tecnologia, ma il pilota conta ancora

In Repubblica Ceca, infatti, i piloti sono partiti su una pista umida, che però si è asciugata in pochissimo tempo. Marc Marquez, il primo a rientrare ai box per il cambio moto, si è ritrovato tra le mani un vantaggio enorme, che gli ha permesso di vincere la gara in solitaria.

Ai box durante il cambio moto c’è stata una grandissima confusione, con piloti che sono quasi arrivati alla collisione, segno evidente che in tutto ciò la MotoGP è ancora distante dalla Formula 1 per organizzazione. Per quanto concerne il sistema di avvisi luminosi, per ora sembra non essere ancora molto utilizzato.

Come riportato da “Motorsport-total.com” Andrea Dovizioso a fine gara ha così dichiarato: “L’avviso sul cruscotto in futuro potrebbe aiutare, per ora però non è pronto. Io sono rientrato quando mi hanno richiamato”. Diverse, invece, la situazione in Aprilia, dove Espargaro ha commentato: “Credo che questo sistema sia molto utile e già ne ho giovato in un paio di occasioni”.

In MotoGP però sembra ancora contare molto la sensibilità del pilota e lo dimostra proprio Marc Marquez, che ha affermato: “Al momento non usiamo ancora le spie sul cruscotto, bisogna omologarle per la gara credo. Io però normalmente preferisco essere concentrato sulla gara e prendere le decisioni da solo”.

Antonio Russo