Valentino Rossi e la maledizione del flag-to-flag

Valentino Rossi con Silvano Galbusera (Getty Images)

Un solo giro in più è costato il podio a Valentino Rossi, forse la vittoria. Ma in caso di flag-to-flag ogni giro in più costa in media una decina di secondi di ritardo. Era già successo l’anno scorso al Sachsenring, quando il pesarese disubbidì all’ordine dei box ritardando il pit-stop. Ma stavolta le responsabilità maggiori ricadono sul team.

Punti buttati in fumo che possono costare tanto in ottica iridata. E’ pur vero che ha recuperato su Andrea Dovizioso, ma Marc Marquez inizia ad allontanarsi a +22. Senza errori del campione in carica potrebbe essere difficile recuperare. “Ci eravamo messi d’accordo con la tabella per una tempistica precisa. Purtroppo sono stato un giro in più fuori e la pista si è asciugata molto velocemente. Ho fatto solo quarto. Rimane un buon weekend, sono stato abbastanza veloce, avevo un buon feeling con la moto ed ero abbastanza competitivo sia sull’asciutto sia sul bagnato”.

Da buon capitano non punta dritto l’indice contro la sua squadra. Ma ci vuole una tiratina di orecchie generale. “Sono molto felice  – ha scherzato Valentino Rossi – perché di solito sono sempre solo io lo stupido. Questa volta sono quattro o cinque gli asini… Perché sono rientrato con un giro di ritardo? Sarebbe poco elegante spiegare cos’è successo e di chi è la colpa. Un problema di comunicazione di 10-12” ci è costato un giro, la prossima volta funzionerà meglio”.

Ma si assume anche le proprie responsabilità e guarda al bicchiere mezzo pieno. Stavolta Rossi è stato competitivo sin dal venerdì di prove libere e ha sfiorato la pole per un decimo di secondo circa. Un traguardo impensabile fino ad un anno fa. “Ammetto, però, che capire quando è il momento giusto per entrare non rappresenta il mio punto di forza. Voglio rivedere bene la gara, anche Pedrosa è entrato prima di noi e probabilmente in Honda sono più organizzati”. Ma prima della fine della carriera assicura: “Riuscirò a sconfiggere questa maledizione”.

Luigi Ciamburro