MotoGP Brno, Lorenzo contro il flag to flag: “Non siamo in F1”

Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Aveva illuso i suoi tifosi con una partenza fulminea che lo aveva portato nello spazio di poche curve dalla sesta posizione di partenza al vertice, scalzando pure quello che poi sarebbe stato il vincitore Marc Marquez, ed invece il GP di Brno di Jorge Lorenzo è stato tutt’altro che sereno e vittorioso, rovinato da un disastroso cambio moto quando la pista si era ormai asciugata che l’ha sbalzato in fondo al gruppo costringendolo ad un recupero che non l’ha portato oltre la piazza 15.

Anche per questo il maiorchino della Ducati, molto deluso alla fine, se l’è presa con la formula del flag-to-flag. “Questa non è la F1 e non abbiamo la loro cultura riguardo il cambio gomme. Loro sono molto più bravi e pronti. Nelle due ruote è una situazione strana”. Il suo disappunto. “Inoltre nelle nostre corsie box è tutto più confuso. Guardate cos’è successo a Iannone. Ci sono tanti meccanici, tante persone. Fortunatamente non è accaduto nulla”.

“E’ vero che comanda la Dorna, ma noi siamo i piloti, quelli che devono correre. Per quanto mi riguarda avevo proposto alla Safety Commission alcune modifiche, invece altri hanno preferito mantenere le cose così per lo spettacolo”. Ha attaccato. Quindi analizzando la sua corsa ha raccontato: “Quando Valentino mi ha passato ero nel quarto settore e ho deciso di rientrare per cambiare pneumatici. La pista era già molto asciutta, però la moto non era a posto. Stavano ancora montando le coperture e cambiando l’assetto. Abbiamo perso circa 15″ e in seguito ho faticato a riprendere il ritmo avendo un set-up troppo morbido”.

Infine sulla decisione del muretto Lorenzo ha concluso: “Mi hanno chiamato perché vedevano Marquez andare forte, dunque hanno preferito rischiare di lasciare per strada 30″ pensando fossero sufficienti per fare tutto e non perdere un giro. Purtroppo non è stato così. Non avessi letto la tabella sarei rimasto ancora fuori”.

Chiara Rainis