Iannone: “La moto non era pronta, non è sfortuna”

Andrea Iannone

E’ il caso di dire piove sul bagnato in casa Suzuki. La sfortuna ha complicato la vita ad Andrea Iannone al momento del flag-to-flag, andandosi a scontrare con l’Aprilia di Aleix Espargaro che in quel momento stava lasciando il box per rientrare in pista. Nell’incidente ha anche colpito Alex Rins che è caduto a terra danneggiando il manubrio.

Inoltre la GSX-RR di Andrea Iannone non era pronta per il cambio e i meccanici hanno dovuto sostituire le gomme. Ma il direttore tecnico Ken Kawauchi cerca di guardare il lato positivo del week-end. “Andrea ha fatto un buon lavoro questo fine settimana. Con le nuove soluzioni che abbiamo portato dal Giappone avremmo potuto migliorare le nostre prestazioni e fare un passo avanti con la moto. Ma alla fine l’incidente in pit-lane ha condizizonato la corsa e ha rimosso tutte le sue possibilità, nonostante il suo buon passo. Il lato positivo, riteniamo che abbiamo aumentato la nostra potenzialità”.

La 19essima posizione finale di Andrea Iannone lascia molto amaro in bocca dopo la pausa estiva. “Questo è stato un weekend molto sfortunato per Andrea – ha spiegato Davide Brivio -. Ieri ha avuto un problema con la moto in qualifica e oggi l’incidente nella corsia, dove ha preso una botta alla gamba e alla testa. Inoltre, quando Andrea è rientrato ai box la moto da asciutto non era ancora pronta e abbiamo perso ancora più tempo”.

Domani è un altro giorno in casa Suzuki e il test a Brno potrebbe regalare ulteriori passi avanti. “Penso che avremmo potuto avere una buona gara. Sono entrato ai box nel quarto giro, ma abbiamo incontrato una situazione sfortunata con Aleix Espargaró che stava andando. In questi casi il regolamento parla chiaro e la Direzione della Gara ha già adottato misure. Non potevo fare di più. Comunque, anche se non avessimo avuto questo problema la nostra gara sarebbe stata compromessa perché la moto non era pronta con l’installazione a secco e questo non è un problema di sfortuna. Sono contento perché vedo un sacco di lavoro dal Giappone e cercano di darmi una bicicletta competitiva”.