Carlo Pernat: “Valentino mi ricordava Schwantz”

Valentino Rossi (Getty Images)

Il 18 agosto 1996 è nata una stella. Teatro di tutto ciò il circuito di Brno, che ha visto il primo acuto di Valentino Rossi nel Motomondiale. Da quel giorno sono passati poco meno di 21 anni, in mezzo sono arrivati 9 titoli mondiali, 115 vittorie e 225 podi. Numeri impressionati che hanno disegnato il campione che noi tutti oggi conosciamo.

Eppure per arrivare a quel 18 agosto di 21 anni fa c’è voluta un po’ di fortuna e soprattutto tanta tenacia. A raccontare ciò, attraverso “La Gazzetta dello Sport”, ci ha pensato Carlo Pernat, che all’epoca era direttore sportivo di Aprilia: “Nel 1995 papà Graziano mi ruppe le scatole affinché vedessi suo figlio, che secondo lui meritava un’opportunità nel Motomondiale”.

Aveva talento, ma era senza moto

Pernat ancora continua parlando di Valentino Rossi: “Andai a Misano, girava con la Cagiva 125 Sport Production. Rimasi impressionato dalle traiettorie che faceva, in certe cose mi ricordava Kevin Schwantz. Aveva una cattiveria nel modo di curvare mai vista eppure a quei tempi avevo fatto correre diversi piloti importanti come Biaggi, Capirossi e Locatelli”.

Carlo Pernat ha raccontato anche di come ha sfruttato il momento economico poco felice della famiglia di Valentino Rossi per offrirgli un contratto lungo a cifre non eccezionali. L’ingaggio del Dottore però a quanto pare non fu privo di problemi: “Ivano Beggio, presidente dell’Aprilia mi disse: ‘Ma chi è questo Rossi?’. Grazie a Valentino convincemmo la Nastro Azzurro a non lasciare Aprilia, loro erano delusi dai risultati di Locatelli”.

Insomma, Carlo Pernat aveva capito di avere tra le mani un diamante allo stato grezzo con Valentino Rossi, ma i problemi erano davvero tanti: “Stefano Perugini era sotto contratto, per Valentino non c’era spazio. Chiamai Giampiero Sacchi e gli offrimmo Rossi e moto tutto pagato da noi, non poteva rifiutare. Sacchi lo affidò a Noccioli, che divenne la sua fortuna”.

Valentino Rossi però non partì subito bene, i primi tempi cadeva molto, poi proprio quel 18 agosto 1996 decise di mettere la prima pietra per costruire la sua leggenda. Mise a tacere quelli in Aprilia che mugugnavano sul suo talento e da quel giorno Valentino Rossi fu sinonimo di velocità, di vittoria.

Antonio Russo