Jorge Lorenzo (©Getty Images)

La grande novità attesa in casa Ducati è finalmente arrivata. Nelle fasi finale della FP2 a Brno la GP17 ha vestito la nuova carena frutto di uno studio aerodinamico al CFD e raffinato in galleria del vento.

C’era tanta curiosità fuori dai box della Rossa quando Jorge Lorenzo è uscito con la Desmosedici rivoluzionata. Del resto quando c’è lo zampino di Gigi Dall’Igna il rinnovamento è quasi sempre sinonimo di progresso. “Con lo spazio a disposizione abbiamo trovato il miglior compromesso possibile”, ha riassunto il direttore generale di Ducati Corse. E posso dire che abbiamo recuperato il 40% del carico che avevamo con le ali, pur perdendo qualcosa a livello aerodinamico. Ci siamo presi il tempo che serviva e, soprattutto, abbiamo aspettato che le altre squadre facessero le loro mosse»”.

Con uno sviluppo possibile nell’arco della stagione gli avversari principali non potranno copiare l’idea Ducati, ammesso che sia davvero la soluzione a tutti i mali. Jorge Lorenzo ringrazia il team per l’impegno profuso a suo favore. Giornate di lavoro per rendergli più facile la vita, nonostante Andrea Dovizioso continui a volare con il “modello base”. Ma non è tutto oro quel che luccica. Perchè se la forma ha un qualcosa di altamente innovativo, la sostanza potrebbe lasciare a desiderare. “In rettilineo perdiamo un po’, ma non fatico nei cambi di direzione e ho più fiducia davanti”.

Lorenzo soddisfatto a metà

La nuova carena presenta lati positivi e altri negativi. Bisognerà continuare a lavorarci su sperando nell’asciutto. Perchè non si può rischiare di cadere sul bagnato e rovinare l’unico esemplare al momento disponibile. “Abbiamo bisogno di fare più chilometri. E devo sapere se adattare il mio stile di guida. Inizialmente ero più veloce con il nuovo pannello, ma le condizioni divenivano difficili perché la pista si asciugava di giro in giro”.

Questa soluzione non potrà mai sostituire le alette esterne del 2017 e di certo non sarà adattabile su ogni circuito. “Mi sento il vento più forte sulle spalle e le braccia, anche agli occhi. Perché abbiamo bisogno di lavorarci – ha sottolineato il maiorchino -. In generale, la mia impressione è positiva. Diciamo: 80% positivo, il 20% negativo. Per quanto riguarda agilità e cambio di direzione, non è cambiato tanto quanto avevo sperato”.

Bisogna già pensare al futuro dato che questa stagione è ormai andata. “Penso che dobbiamo prendere il motore a cuore per il futuro. Dobbiamo rendere l’erogazione di potenza più fluida – ha suggerito Jorge Lorenzo -. Questo non è un compito facile, perché abbiamo un sacco di potenza, che è uno dei vantaggi della Desmosedici. La squadra si sta occupando di questo problema. Ma ci vorrà più tempo che con l’aerodinamica prima di fare progressi”.

Luigi Ciamburro