La RAI ci ripensa, i diritti della Formula 1 valgono oro

Formula 1 – Ferrari (Getty Images)

La Ferrari spinge forte e vuole il mondiale di Formula 1. Il ritorno della Rossa ha riportato entusiasmo nel pubblico italiano, che ora crede nel titolo. Il grande seguito però in questo mondo fatto di business si tramuta subito in denaro. Ecco perché in casa RAI, facendo quattro conti si è deciso di fare marcia indietro.

La TV italiana, infatti, supportata dalla decisione del proprio CDA aveva deciso di abbandonare la Formula 1 per provare a riprendersi i diritti delle partite in chiaro della Champions League attualmente in mano a Mediaset. La RAI già da diversi anni ha perso l’esclusiva della Formula 1 e trasmette solo 9 Gran Premi tra i quali naturalmente non manca mai quello di Monza.

SKY prova a risparmiare soldi

In particolare per questa gara la televisione italiana dedica particolare attenzione permettendo ai suoi telespettatori di seguire tutte le sessioni di prove oltre al GP naturalmente. Il contratto per la concessione dei 9 Gran Premi però è giunto ormai al termine e la TV di Stato dovrà rinegoziarlo con Liberty Media.

Come riportato da “Motorsport.com”, Mario Orfeo, da giugno nuovo direttore generale della RAI avrebbe deciso di puntare ancora una volta sulla Formula 1 e di non trascurarla in favore del calcio. La SIPRA, la società che gestisce i diritti pubblicitari della RAI sinora ha sempre strappato contratti molto vantaggiosi per la F1, quindi si è deciso di provare a riconfermare l’accordo tuttora in vigore.

Il ragionamento è molto semplice, nei piani alti della RAI si è capito che non c’è un programma in grado di sostituire la Formula 1 e replicare i suoi straordinari risultati. Solo il Gran Premio d’Ungheria ha prodotto il 36,42% di share, numeri da urlo, che con una Ferrari così in forma sono destinati solo a crescere.

In casa SKY, invece, si vorrebbe operare una riduzione dei costi così come avviene già in MotoGP operando da remoto senza più inviare tutta la squadra di giornalisti sul posto di Gran Premio in Gran Premio. Insomma la Formula 1 in Italia sembra essere ritornata una miniera d’oro, ma le TV che risentono comunque della crisi vogliono comunque provare a ridurre i costi.

Antonio Russo