Grosjean: “Sono stanco di questa F1 in stile NASCAR”

Romain Grosjean (©Getty Images)

Il contatto alla curva 1 nel GP d’Ungheria di cui è stato protagonista con Nico Hulkenberg non è per nulla andato giù a Romain Grosjean, che non appena sceso dalla sua Haas ha promesso in diretta tv un colloquio di chiarimento, magari in occasione del weekend del Belgio di fine agosto, con il direttore di gara Charlie Whiting a proposito dei limiti da tenere nei duelli ruota a ruota. Ma non solo. Ha espresso con fermezza il disappunto circa la direzione presa dal Circus di epoca moderna.

“Con Hulk ci siamo toccati in maniera abbastanza violenta e la mia auto è volata in aria”. Si è sfogato parlando a Motorpsort.com. “Aveva moltissimo spazio all’interno, ma ugualmente chiuso. Sinceramente non vedo la differenza tra il suo atteggiamento e quello di Verstappen, penalizzato di 10″ per aver speronato Ricciardo. Insomma, ancora una volta i criteri utilizzati dai commissari sono stati difformi”.

“E’ successo esattamente alla prima curva, così come a Spa nel 2012 (ndr. allora per il botto al via il ginevrino aveva subito una gara di sospensione). Non si può fare ciò che si vuole. Né allo start, né al giro 2 o 10. La storia è la medesima. Non si può colpire un’altra macchina”. Il 31enne ha poi commentato l’altro episodio che ha avuto nuovamente tra gli attori il #27, spinto fuori pista da Magnussen, poi punito con 5″. “Kevin ha dato battaglia. Dura, è vero, ma è stato bravo e Hulkenberg neppure l’ha sfiorato. L’ha soltanto portato verso l’esterno”.

“Tutti vogliamo gareggiare, ma non deve essere uno scontro a ruotate come nelle corse di NASCAR”. Ha rilanciato alla fine Grosjean.

A proposito dell’episodio si è espresso in termini altrettanto crudi il team principal della scuderia americana Gunther Steiner, che senza troppi giri di parole, ha definito il driver Renault “di buon livello, ma umanamente un bullo”.

Chiara Rainis