Red Bull: “La nostra ala irregolare? Solo un’illusione ottica”

Red Bull (©Getty Images)

Al termine della prima giornata di prove libere a Budapest Daniel Ricciardo, leader in entrambe le sessioni, aveva plaudito alle “numerose evoluzioni apportate per l’occasione utili a fare progressi in particolare sul fronte aderenza”, sbilanciandosi addirittura nel definire la RB13 ungherese una sorta di vettura B rispetto a quella vista in azione fino a Silverstone. E in effetti quella che abbiamo visto all’Hungaroring potrebbe davvero essere una Red Bull totalmente differente dalla precedente.

Da grande osservatore e genio del design automobilistico quale è Adrian Newey sembra aver nuovamente individuato un trucco per migliorare le performance e il livello di downforce, aggiungendo un profilo sulla paratia laterale, a quanto pare flessibile e quindi capace di regalare velocità in modo irregolare.

“Ci siamo confrontati con la Federazione e provato con e senza elemento nuovo. A nostro avviso è tutto secondo regolamento visto che abbiamo soddisfatto al 100% le richieste federali”. Ha difeso la scelta della scuderia uno degli ingegneri di Milton Keynes Paul Monaghan. “Se vedete il profilo muoversi è soltanto per un’illusione ottica. Non solo. Se foste a conoscenza del vero disegno e della forma del pezzo in questione, capireste che tutto questo bailamme di polemiche è una tempesta in una tazzina da the”.

Mentre ancora si indaga sulla Ferrari per il riutilizzo dell’olio bruciato, ideale per avere dello spunto extra,  si è quindi aperto un nuovo caso malgrado in apparenza già archiviato. Infatti, difficilmente se la squadra austriaca dovesse aggiudicarsi la corsa domenica, gli avversari si lasceranno scappare l’opportunità di mettere pepe alimentando dubbi sui “guadagni” illeciti degli energetici, di certo non dei novellini degli escamotage.

Al momento la Red Bull si trova al terzo posto della classifica costruttori con 174 punti contro i 330 della Mercedes, con un successo conseguito da Ricciardo in Azerbaijan e sei podi complessivi.

Chiara Rainis