Olio nella benzina: Ferrari è la più coinvolta?

Kimi Raikkonen ai box (©Getty Images)

Alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria la FIA ha reso noto che a partire da Monza ogni motore F1 potrà consumare 0,9 litri di olio per 100 km. Dalla prossima stagione il limite sarà ridotto a 0,6 litri. Lo scopo è di evitare l’uso del lubrificante come additivo nella benzina per aumentare le prestazioni. Secondo fonti tedesche la Ferrari sarebbe la scuderia maggiormente penalizzata da questo provvedimento.

Il GP d’Italia arriverà nella fase calda del Mondiale di Formula 1 e secondo alcuni potrebbe essere uno svantaggio per la Rossa di Maranello. Uno dei migliori ingegneri del Circus, Pat Symonds, ritiene che la Ferrari non è l’unica squadra ad aver adottato questo stratagemma. “Ma la Ferrari ha fatto un ulteriore passo avanti”, ha detto a Sky Sport F1.

Le compagnie petrolifere come Shell (Ferrari) o Petronas (Mercedes) investono ingenti risorse per studiare benzina e lubrificanti decisivi per guadagnare centesimi di secondo in pista. L’olio miscelato nel carburante sarebbe solo una parte di questa corsa agli armamenti. “Quello che trovo strano… Tutti parlano della combustione dell’olio, ma nessuno dice quanto potere si può guadagnare con esso”, ha detto Symonds.

La difesa Ferrari

Red Bull si ritiene soddisfatta per la decisione intrapresa dalla FIA. Helmut Marko si dice certo che la Ferrari ne abbia fatto uso almeno in qualifica. D’altronde la scuderia alata è stata la prima a chiedere interventi in questa materia. Mercedes, invece, si dice “non particolarmente” colpita dalle nuove linee guida FIA. Il direttore tecnico Ferrari Mattia Binotto, nella conferenza stampa all’Hungaroring, si dice non particolarmente intaccato dalla direttiva sull’olio miscelato nella benzina. “Onestamente non credo che avrà un impatto sulle nostre prestazioni”. E se fosse stata la Shell ad intervenire direttamente in questo stratagemma?

Del resto l’olio bruciato in un motore a combustione è in un certo senso sempre accaduto da 20 anni a questa parte. Ma a conferma dell’estraneità ai fatti Binotto ricorda i risultati altalenanti tra qualifiche e gara. “Ad inizio stagione abbiamo avuto gare dove siamo stati competitivi, poi gare in cui Mercedes era più competitiva. Ad esempio in Bahrain in qualifica erano molto forti, ma noi lo eravamo di più in gara”. Forse a Monza ne sapremo di più…