Smartphone alla guida, la polizia USA adotta il textalyzer

Smartphone in auto
Smartphone in auto (©Getty Images)

Sulle strade di New York presto sarà sperimentato il “textalyzer”, un dispositivo elettronico che consentirà alla polizia di accertare se un autista coinvolto in un incidente fosse al telefono alla guida. Messo a punto dall’azienda israeliana Celebrite promette che non ci sarà nessun rischio per la privacy e tutelerò ogni info personale, comprese foto, messaggi, mail e perfino la cache.

La nuova attrezzatura high tech prende il nome dal “breathalyzer”, come è conosciuta negli Usa la cosiddetta “prova del palloncino” per misurare il tasso dell’alcol nel sangue di chi guida. Il “textalyzer” servirà ad accertare se il guidatore era distratto dallo smartphone al momento dell’incidente. Nulla potrà sfuggire a questo innovativo dispositivo, compresi post su Facebook, tweet, telefonate, ricerche online, foto, WhatsApp, sms e quant’altro fornisce la tecnologia odierna. L’idea nasce dalla constatazione che nella sola città di New York dal 2011 al 2015 sono morte 12 persone per un uso irresponsabile del telefonino al volante.

“Siamo stati i primi ad adottare una legge sui caschi per motocicli, una cintura di sicurezza per i passeggeri anteriori e una legge sui telefoni cellulari”, ha dichiarato Terri Egan, vice-commissario delegato del Dipartimento per i veicoli a motore di Stato. “Come comitato vogliamo assicurarci – ha concluso – di esaminare attentamente tutti gli impatti di ‘textalyzer’ per garantire al meglio la sicurezza pubblica e l’effettiva applicazione della legge nel rispetto della privacy”.

Il governatore di New York, Andrew Cuomo, prima di metterlo all’opera vuole vederci chiaro. Per questo motivo ha costituito un comitato di studio per esaminare se il dispositivo possa sollevare questioni legate alla privacy, costituzionali o giuridiche. Ma l’impressione è che nei prossimi anni l’uso del textalyzer potrà essere adottato in diversi Paesi.