Mattia Pasini: “Ho vinto al Mugello per Simoncelli”

Mattia Pasini
Mattia Pasini (©Getty Images)

Mattia Pasini in questo 2017 è letteralmente rinato. La vittoria del Mugello è stata senza dubbio il momento più bello per lui. Un successo ricco di significato. Il suo ultimo trionfo nel Motomondiale era stato proprio lì nel 2009, dopo aver battuto l’amico Marco Simoncelli.

E proprio al Sic il 31enne riminese ha dedicato quella vittoria. Dopo tante stagioni difficili, il Paso ha ritrovato un ottimo livello di competitività. L’essere approdato in realtà poco competitive l’avevano fatto un po’ smarrire. Il suo talento era stato offuscato e molti credevano fosse un pilota finito o bollito, come si suol dire negativamente. Ma il team ItalTrans Racing si è rivelato l’ambiente giusto per lui. I risultati sono sono cominciati ad arrivare e lui sta vivendo una sorta di seconda giovinezza.

Moto2, Mattia Pasini parla a Motosprint

Mattia Pasini ha rilasciato un’interessante intervista al settimanale Motosprint e ha affrontato diversi argomenti. Innanzitutto si è parlato del suo attuale momento di forma straordinario: “La mia attuale forma fisica è favolosa e si unisce all’esperienza maturata dopo gli errori commessi dal passato. Merito anche di un approccio migliore, perché ho evoluto l’allenamento, ho curato in maniera diversa l’alimentazione. Dall’altro lato, però, mi sono sempre sentito veloce”.

Il pilota riminese, sesto nel campionato mondiale Moto2, spiega che nonostante certi risultati negativi abbiano fatto credere che lui non fosse più competitivo, in realtà molto è dipeso dai team e dalle moto che ha guidato. Dopo anni difficili, è stato l’approdo nel team ItalTrans a dare la svolta all’esperto rider: “Ho trovato una situazione favolosa, non a caso conto presto di rinnovare con loro. Ma sono lo stesso pilota che due anni fa non aveva un team e che in precedenza aveva vissuto cose incredibili”.

Oltre a ringraziare la sua attuale squadra, Pasini fa dei ringraziamenti anche all’indirizzo di altre persone: “La mia famiglia, il mio preparatore Carlo, ma anche Valentino Rossi. Con lui e i ragazzi dell’Accademy gli allenamenti al Ranch sono straordinari. Mettere assieme un numero così nutrito di piloti tra i più forti del mondo non ha prezzo, ricrea la competizione e alimenta il confronto”.

Anche Valentino Rossi, dunque, ha avuto un ruolo nella rinascita di Mattia. Spesso si allenano insieme insieme agli altri giovani della VR46 e ciò aiuta tutti. A motivarlo è stato anche il ricordo dell’amico perso Marco Simoncelli, a cui ha dedicato la vittoria del Mugello: “Mi emoziono se ripenso agli istanti successivi al traguardo. Il pensiero per Marco era una promessa, sapevo che sarei tornato sul podio al Mugello e che avrei rivinto, e che l’avrei rifatto per lui. L’abbraccio a Paolo Simoncelli è stato un momento meraviglioso”.

Pasini rivela di aver pensato a ritirarsi dopo che il Sic era morto: “Dopo la sua scomparsa ho valutato l’ipotesi del ritiro. Noi conosciamo i rischi connessi a questo sport, ma in quel momento ho sentito di non avere più troppa voglia di correre e di mettermi in discussione per gente che non condivideva certi valori. A un certo punto mi sentivo dire che mi si faceva correre per farmi un piacere”. Il Paso però non ha mollato e ha continuato a correre: “Non volevo darla vinta a questa gente e a questa situazione. Mi sono detto che avrei rivinto e che l’avrei fatto per la famiglia Simoncelli. Sono felice, anche se l’attesa è stata lunga, quando ho rivinto il ricordo di Marco era ancora vivo nella gente. Lui è sempre qua con noi, capito cosa ha lasciato?”.

Pasini, oltre ad essere un bravissimo pilota, è una persona di gran cuore. Le sue parole lo testimoniano. Il suo legame con Simoncelli era forte ed è rimasto tale, nonostante la separazione forzata. Ed è bellissimo il rapporto che tuttora c’è con la famiglia di Marco. Nel paddock da quest’anno il padre Paolo è ancora più presente, dato che in Moto3 ha il team Sic58. E’ sempre bello vedere un Simoncelli lì, anche se vorremmo avere pure Marco…

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)